giovedì 16 giugno 2011

Tree of Men - Dean Radin



DEAN RADIN è uno psicologo specializzato nello studio delle anomalie relative alla coscienza umana, in particolare dei fenomeni cosiddetti paranormali o psichici. Ha condotto ricerche nel campo della telepatia, della psicocinesi e della precognizione presso la Princeton University, la University of Edinburgh, i Bell Laboratories, la SRI International e nell’ambito di un programma del governo americano. È stato presidente della Parapsychological Association, affiliata all’American Association for the Advancement of Sciences ed è Senior Scientist presso l’Institute of Noetic Sciences. Gli studi in parapsicologia sperimentale gli sono valsi nel 1996 l’Outstanding Achievement Award della Parapsychological Association e l’Alexander Imich Award del Rhine Research Center.
Radin, che ha conseguito il dottorato in psicologia e poi il master in ingegneria presso la University of Illinois, è anche autore o coautore di oltre duecento saggi scientifici e articoli, oltre che di uno dei libri più conosciuti in America sulla ricerca in campo psichico: The Conscious Universe. The Scientific Truth of Psychic Phenomena.
Altre notizie si possono reperire nel sito www.deanradin.com


Forse la sua ricerca più interessante è quella denominata “Progetto Consapevolezza Globale” (GCP) – una collaborazione volontaria di settantacinque ricercatori da tutto il mondo – di cui nel 1998 è stato cofondatore insieme a Roger Nelson, psicologo della Princeton University, e molti altri colleghi. Il GCP studia la possibilità che gli eventi a scala globale possano far convergere le menti individuali, fondendo le nostre coscienze separate in un insieme unificato e coerente che influenza la materia.


D – È davvero curioso constatare come questo campo di ricerca rimanga un tabù. La maggior parte degli scienziati con cui ho parlato o sono all’oscuro di tali ricerche oppure le respingono recisamente.
R – In parte ciò è dovuto alla convinzione che, se esperimenti di questo tipo fossero davvero validi, allora sarebbero già dovuti comparire su «Nature» o «Science», per la loro portata rivoluzionaria. Ma ciò che molti scienziati tradizionali non vogliono ammettere è che i pregiudizi non permettono l’affiorare di certi argomenti sulla stampa scientifica. Chiaramente, chi si occupa di un campo di studi controverso sa benissimo che certe cose non potranno mai arrivare alla stampa. Ma chi non ha mai lavorato in un settore tanto contrastato non sospetta nemmeno una cosa del genere. Non ha motivo di pensare che il pregiudizio prosperi anche nella scienza, esattamente come in altre attività. È davvero frustrante. Io e Rupert (Sheldrake) abbiamo parlato a fondo della cosa e stiamo cercando di spezzare questo ingranaggio, ma si tratta di un processo che richiede tempo. Il pregiudizio genere un’inerzia enorme, e non finirà fino a quando non si ergerà a contrastarlo una posizione affermativa. Sfortunatamente, in campo scientifico non ci sono equivalenti di un’azione affermativa. Così, come dimostra la storia, possono passare tempi lunghissimi prima che le idee scomode abbiano finalmente la meglio. Come ha detto Max Planck: «La scienza avanza per funerali».

D- Come crede che si siano evolute le varie capacità psichiche di cui sono capaci gli esseri umani?
R – È una bella domanda. Non sono sicuro che si siano evolute, perché credo che in questo caso abbiamo a che fare con qualcosa che, in un certo senso, precede l’evoluzione. Fa parte della struttura dell’universo. Dev’essere senz’altro così, poiché se si trattasse di qualcosa che si è evoluto, significherebbe che abbiamo creato il modo di trascendere lo spazio e il tempo, il che non ha senso. Come possiamo creare qualcosa che, da un punto di vista convenzionale, sarebbe una violazione delle leggi della scienza? Le cose non possono essere andate così.
Un altro modo di considerare la questione è di presupporre – ed è ciò in cui crede la maggior parte degli scienziati – che l’universo esista fin da prima della comparsa degli esseri umani, e che perciò non l’abbiamo creato noi con il nostro pensiero, facendolo comparire all’improvviso. Di fatto, siamo costretti a prendere per buona questa convinzione, altrimenti la scienza si fermerebbe, avremmo un universo solipsistico e tutto ciò che vorremmo fosse finirebbe per esserlo. Quindi dobbiamo partire dalla premessa che il mondo è dato e che noi ci stiamo evolvendo in esso. E se si può parlare di evoluzione, allora si tratta dell’evoluzione della consapevolezza che la struttura dell’universo non è così come la vedeva Newton. O forse lo è in un senso mistico, ma non nel senso fisico classico del mondo newtoniano e cartesiano.
D – Secondo lei è una parte intrinseca della struttura fondamentale dell’universo?
R – Sì, ci sono aspetti del mondo per i quali abbiamo cominciato ad usare il termine «non-località», che nessuno capisce bene, ma che a quanto pare indica qualcosa di fondamentale nella struttura dell’universo. Se fosse vero, come sembra alla luce delle teorie e degli esperimenti, allora i fenomeni psichici, sotto molti aspetti, sarebbero assolutamente prevedibili. Ci si può aspettare che, di tanto in tanto, la gente intuisca o faccia esperienza di questo genere di connessione.

D – Quali crede che siano le implicazioni più importanti della ricerca sulla parapsicologia?
R – La storia insegna che gli scienziati impiegano tempi lunghissimi per elaborare una precisa visione del mondo, finché non arriva qualcuno con un’idea balzana e rivoluziona tutto quanto. Allora si crea una gran confusione, poi le cose si placano di nuovo. Cicli simili si susseguono ad una velocità sempre maggiore. Prima ci volevano secoli, in seguito decenni, e ora è questione di sei mesi.
La direzione in cui la scienza sembra muoversi è perfettamente compatibile con l’idea esista una sorta di interconnessione profonda tra le cose. Una volta mi è capitato di parlare della sfera dei fenomeni psichici come di una terra di mezzo tra scienza e religione. Questo perché coinvolge molti dei fenomeni che fanno la forza della religione, vale a dire cose che sembrano soprannaturali, e quindi devono provenire da qualche realtà superiore. Eppure, tutte le nostre ricerche dimostrano che siamo noi al centro di tali fenomeni. Non sono causati da forze incorporee, ma proprio da noi.
Secondo questa logica – soprattutto alla luce delle culture orientali, e anche di alcune nozioni occidentali sulla creazione della realtà – e se ciò è davvero il risultato di un’interazione tra l’osservazione e qualcosa di informe che esiste fuori di noi, allora i fenomeni paranormali sono solo la punta dell’iceberg. L’evidenza sembra suggerire la validità di una visione del mondo pressoché solipsistica, che ci vede coinvolti in una creazione continua in virtù della nostra osservazione...

mercoledì 15 giugno 2011

Tree of Men - Rupert Sheldrake



(Rupert Sheldrake, Newark-onTrent, 28 giugno 1942)

RUPERT SHELDRAKE è un biologo che con le sue ricerche ha rilanciato una grande sfida ai paradigmi della scienza convenzionale. È autore di molti saggi scientifici e di alcuni libri molto apprezzati, tra i quali Sette esperimenti per cambiare il mondo (Corbaccio, 1995) e I poteri straordinari degli animali: cani telepatici, gatti che prevedono i terremoti, tartarughe che ritrovano la strada di casa (Mondatori, 2000). La sua ricerca e i suoi libri, che si basano sull’ipotesi controversa secondo la quale l’organizzazione delle forme in natura è determinata da campi morfici, documentano i suoi studi rivoluzionari nella sfera dei fenomeni che la scienza fatica a spiegare.
Sheldrake ha conseguito il dottorato in biochimica a Cambridge ed è membro del Glare College alla Cambridge University, dove è stato a capo del dipartimento di biochimica e biologia cellulare. Fa parte dell’Institute of Noetic Sciences di San Francisco.
Rupert è l'autore di A New Science of Life e di The Presence of the Past, libri nei quali espone la sua teoria per spiegare il misterioso processo della morfogenesi. Nel 1981 la rivista scientifica britannica Nature ha definito A New Science of Life come «il miglior candidato per essere dato alle fiamme da molti anni a questa parte», mentre il New Scientist l'ha chiamato «una importante ricerca scientifica sulla natura della realtà biologica e fisica». Altre opere significative sono The Rebirth of Nature, in cui esamina le implicazioni filosofiche della morfogenesi, e Trialogues at the Edge of the West, scritto con Terence McKenna e Ralph Abraham, in cui analizza e dibatte molte idee sulla natura della realtà.
Altre informazioni si possono leggere sul sito www.shaldrake.org

Secondo la teoria di Sheldrake, se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali o psicologiche od organiche, queste vengono automaticamente acquisite da altri membri della stessa specie. Così, se una buona parte dell'umanità raggiunge un certo livello di consapevolezza spirituale, questa stessa consapevolezza si estenderebbe per risonanza morfica ad altri gruppi, coinvolgendo quindi l'intero sistema (questo numero di persone o comunque di individui appartenenti ad ogni altra specie in cui si verificherebbe un analogo fenomeno è chiamato massa critica). Ogni trasformazione individuale comporta una modificazione del sistema e chi si trova all'interno di questo sistema viene inevitabilmente coinvolto. Cominciamo quindi a trasformare noi stessi. Questo è il massimo che possiamo fare. La trasformazione personale è l'arma più potente che si possa usare per modificare l'umanità e l'intero pianeta.
Questa esemplificazione discende dalla controversa teoria della "causalità formativa" di Sheldrake, che ovviamente implica un universo non meccanicistico e governato da leggi che sono esse stesse soggette a cambiamenti.



D – In che modo l’esperienza con le droghe psichedeliche ha influenzato il suo modo di considerare la scienza e la vita?
R – Credo che le droghe aprano dimensioni mentali e cognitive di cui altrimenti la maggior parte di noi non farebbe esperienza. Ci dimostrano che la realtà non è solo quel che ci insegnano i manuali di psicologia e il modello scientifico classico del cervello. Così, capiamo che esistono sfere di esperienza che trascendono la normale consapevolezza della veglia.
Credo che per molte persone, me compreso, le sostanze psichedeliche possano rivelare un mondo di consapevolezza e interconnessione simile all’esperienza mistica, del tipo noto a molte tradizioni religiose. Quindi penso che, in questo senso, l’esperienza psichedelica sia simile al misticismo; anzi, che di fatto sia una specie di misticismo. E per misticismo non intendo oscurantismo: intendo l’esperienza cosciente e diretta di sfere di coscienza ampliate, o di altre zone di consapevolezza che vanno al di là di quelle di cui normalmente facciamo esperienza nella nostra vita di tutti i giorni.

D – Perché crede che sia particolarmente importante studiare il rapporto fra esseri umani e animali domestici?
R – Perché ci sono tantissime cose che non capiamo del comportamento animale, e non ci sono animali che conosciamo meglio di quelli che stanno nelle nostre case: le persone che hanno un animale domestico possiedono miniere di informazioni. Li conosciamo decisamente meglio degli animali selvatici, che dopotutto non osserviamo molto, o degli animali da laboratorio, che vivono in condizioni estremamente artificiali. Di solito, il comportamento degli animali da laboratorio non è studiato con molta attenzione, e spesso è innaturale a causa delle gabbie in cui sono rinchiusi e delle condizioni in cui vivono. Gli animali domestici sono quelli che conosciamo meglio, e che credo abbiano più cose da insegnarci. Inoltre, creano legami con i padroni, il che significa che le persone non sono semplici osservatori, ma interagiscono con gli animali. È un’interazione molto interessante per le persone. È per questo che vogliono avere animali domestici. Tutto ciò costituisce una quantità enorme di materiale per la ricerca. Studiando gli animali domestici e i rapporti fra questi e le persone, possiamo raccogliere tante informazioni anche solo chiedendo alle persone quello che hanno osservato. Ho un database ricchissimo, contenente ormai più di cinquemila casi, e questo materiale costituisce il punto di partenza per la mia storia naturale delle capacità inspiegate degli animali.

D – Qual è la sua idea di Dio, e vede una teleologia nell’evoluzione?
R – Credo che Dio sia un organismo, piuttosto che una sorta di gigantesca mente corporea o un vecchio seduto tra le nubi. La mia idea di Dio è influenzata dalle tradizioni indù e cristiana, che vedono la realtà come qualcosa di trinitario, o triplice. Gli induisti hanno una trinità di dei: Brama, creatore di tutte le cose; Shiva, principio dell’energia, del cambiamento; Vishnu, preservatore della forma e principio formativo. Nella trinità cristiana abbiamo Dio, il Padre, la fonte di tutte le cose, una sorta di coscienza primordiale; il Figlio, il Verbo, che è il principio formativo della natura; lo Spirito Santo, che è il soffio o l’energia divina, che provoca il moto e il cambiamento di tutte le cose.
Credo che tutto questo si rifletta nel mondo fisico, così come lo percepiamo, attraverso la fisica moderna e i principi che stanno alla base della materia dell’universo, che sono poi gli aspetti formativi dei campi di forze. I campi determinano ogni cosa. Il campo gravitazionale dà forma all’intero universo. I campi quantistici determinano gli atomi e quelli elettromagnetici le molecole. I campi morfici formano gli organismi, la disposizione dei gruppi sociali, e così via. Oltre a tutti questi campi, che formano e ordinano la natura, c’è l’energia che è il principio del moto. È ciò che fa succedere le cose, che le fa cambiare, modificare. È il principio di attività. Credo che, in definitiva, tutto ciò derivi dalla fonte divina dell’universo e sia un riflesso della natura divina, del modo in cui l’universo è in Dio e in cui Dio è nell’universo. Credo che sia possibile stabilire un contatto diretto con la coscienza di Dio tramite l’esperienza mistica. Tutte le religioni si basano sull’esperienza mistica, grazie alla quale le persone entrano in contato diretto con una forma di coscienza o intelligenza, o a volte molte forme di coscienza e intelligenza, al di là del livello umano. Tutte le religioni si basano su tale esperienza. Quindi, credi che alla base di questa percezione ci sia un’esperienza piuttosto che un dogma.
Per come la vedo io, il processo evolutivo rispecchia il principio dinamico del cambiamento che avviene nello spirito, o il principio energetico, nel suo significato più ampio. Ciò accade attraverso l’espansione dell’universo. Se l’universo non fosse in espansione, non ci sarebbe cambiamento. Al momento del Big Bang l’universo era più piccolo di una capocchia di spillo. Da allora è in continua espansione, e tale processo è guidato da una forza motrice. C’è una freccia temporale che provoca il cambiamento delle cose. Niente rimane uguale in eterno. L’intero universo è coinvolto in questo stato di sviluppo e si espande come un organismo. Tale principio di cambiamento è sempre di natura creativa. Ma così come le cose cambiano, è anche possibile che compaiano forme nuove. E tali forme nuove – come le idee nuove nella sfera umana – nascono dal nulla. Non sappiamo da dove arrivano.
Credo che nell’universo ci sia qualcosa che spinge verso il cambiamento e provoca cose come la creatività, e che poi ci sia qualcos’altro, un principio formativo, che genera forme nuove. Spesso abbiamo una proliferazione straordinario di forme nuove. Gli esseri umani hanno continuamente idee nuove (non sempre buone idee..). L’universo è pervaso da una fertilità e da una creatività straordinarie, ma le novità devono essere vagliate attraverso la selezione naturale, in modo che sopravvivano solo quelle più adatte. Quindi, credo che la creatività divina operi in due modi: uno è la produzione di forme nuove e l’altro è il principio guida, il principio dinamico di energia, o spirito, che fa in modo che ci sia sempre cambiamento.  Ciò garantisce che niente si disponga semplicemente in un assetto ripetitivo, perché l’universo non si blocca in assetti ripetitivi, ma è in continua crescita, espansione e cambiamento..

martedì 14 giugno 2011

Tree of Men - Edgar Mitchell





(EDGAR MITCHELL, Hereford, 17 settembre 1930)


EDGAR MITCHELL, pilota del modulo lunare nella missione spaziale NASA Apollo 14 del 1971, è stato il sesto uomo a mettere piede sulla Luna. Oltre ai traguardi storici raggiunti come astronauta, ufficiale di marina e pilota collaudatore, ha reso anche importanti contributi come ricercatore, oltre che come scrittore e conferenziere. Negli ultimi trent’anni si è concentrato sullo studio della coscienza umana, nel tentativo di trovare un terreno comune tra scienza e spiritualità. Ha fondato l’Institute of Noetic Sciences, a sostegno della ricerca sistematica sulla natura della coscienza, soprattutto per quel che riguarda i fenomeni psichici e le tecniche di cura alternative. L’istituto è diventato uno dei più grandi centri di ricerca del mondo specializzati nello studio delle facoltà mentali ancora inspiegabili. Mitchell ha conseguito il dottorato in aeronautica e astronautica presso il Massachessetts Institute of Technology e ha ricevuto molti premi importanti e onorificenze, tra cui l’americana Presidential Medal of Freedom. È coautore di Esplorazioni psichiche in USA (1975) e di The Way of the Explorer, un diario delle missioni Apollo tra scienza e misticismo.

Il 23 luglio 2008, durante un'intervista radiofonica, Edgar Mitchell ha dichiarato di essere venuto a conoscenza, da ambienti militari e governativi, del fatto che il fenomeno UFO è reale, che ci sono stati contatti tra esseri umani ed esseri extraterrestri, e che ci sono contatti ancora in corso, senza peraltro saperne i motivi. Ha quindi confermato la teoria, sostenuta da molti ufologi, secondo cui i contatti con visitatori da altri pianeti sarebbero stati tenuti nascosti dai governi per 60 anni (teoria del complotto UFO).
Queste alcune sue parole:
« Mi e' accaduto di avere il privilegio di sapere....di avere....avere la certezza che noi siamo stati visitati su questo pianeta e il fenomeno UFO e' reale, anche se tuttavia e' stato coperto dai nostri governanti per un periodo di tempo molto lungo».

Per altre informazioni sulla biografia e sul lavoro di Mitchell si può consultare il sito internet www.noetic.org




D – Ha mai avuto un’esperienza psichedelica?
R – Sì.
D – Com’è stata rispetto all’esperienza mistica che ha vissuto nello spazio? Ci sono somiglianze?
R – Beh! Può darsi. In situazioni simili si aprono dei varchi nella mente che aumentano la percezione. Se prendiamo gli studi di Charlie Tart, capiamo che vi sono moltissimi stati di coscienza e che se si assumono droghe non si fa che raggiungere uno di questi stati. Quindi, ciò che percepiamo non sono altro che frammenti diversi di informazione, ai quali diamo significati o collegamenti diversi. Credo di aver dato un contributo fondamentale a questo campo di indagine con il cosiddetto modello diadico. Anche se non è stato ancora accettato da molti, credo che alla fine lo sarà, dato che si tratta di un modello corretto. Gliene do un piccolo saggio..
Se partiamo dal principio fisico quantistico della relatività speciale (e=mc2) vediamo che a ogni materia corrisponde una certa energia. Quindi, la materia non è altro che energia congelata, compressa o condensata. È energia in essere. Così, spieghiamo l’esistenza basandoci su un modello energetico – i diversi stati dell’energia – ma è vero anche che viviamo in un universo che, in un certo senso, è in grado di autoconoscersi. Come fa ad avere tale conoscenza? Perché noi maneggiamo informazioni, utilizziamo informazioni. Conosciamo la realtà perché possiamo utilizzare e interpretare informazioni.
Cos’è l’informazione? Sostanzialmente è energia strutturata. Quindi, diversamente che nel dualismo cartesiano, che vede le cose come separate, sappiamo che sia la nostra esistenza, sia la nostra conoscenza si basano sull’energia.  E abbiamo imparato a manipolare sempre meglio l’energia in natura. Questo è ciò di cui si occupa la fisica quantistica. E ciò di cui si ossuta la fisica in generale: considerare i fenomeni del nostro universo e crearne dei modelli comprensibili. Quindi, invece del dualismo, di due cose diverse, abbiamo l’energia come una diade. Come una medaglia a due facce:quella che chiamiamo “materia” e quella che chiamiamo “informazione”. Entrambe lavorano per aiutarci ad esistere e a sapere che esistiamo. Le nostre ricerche si basano su questo modello, e l’informazione quantistica è l’ultima frontiera.
Abbiamo parlato di informazione in generale. Le informazioni elettromagnetiche, i giornali, la televisione sono tutte forme di informazione. Ma solo di recente, abbandonato il dogma che la fisica quantistica riguardi solo le particelle subatomiche, abbiamo capito che l’informazione quantistica ha una base di realtà. È questo che ci dice l’ologramma quantistico e, dato che oggi si impiega per creare tecnologie, siamo sicuri di essere nel giusto. È servito a migliorare i dispositivi di scanner a risonanza magnetica ed è stato usato nelle tecnologie a riconoscimento facciale. C’è tutta una serie di campi nei quali ci si serve della tecnologia quantistica e dei sistemi di informazione quantistica.
Io e il mio gruppo ce ne stiamo avvalendo per cercare di comprendere meglio i processi mentali. Trent’anni fa Karl Pribram fece notare che il cervello immagazzina informazioni in maniera olografica, informazioni che percepiamo in maniera olografica. Di recente Stuart Hameroff, a Tucson, e Roger Penrose, a Oxford, hanno cominciato a lavorare sui microtuboli cerebrali, come il meccanismo che permette l’elaborazione delle informazioni, e ciò non fa che comprovare il modello olografico quantistico che stiamo studiando.
D – Secondo lei cosa succede alla coscienza dopo la morte?
R – Posso solo rifarmi all’evidenza dei fatti. Le dirò cosa penso e come affronto la questione, dato che è molto importante. Parto dal presupposto che l’universo sia naturale. Il nostro è un universo naturale, e quindi conoscibile. Se ascoltiamo Cartesio, gli uomini non possono comprendere gli aspetti soprannaturali dell’universo. Solo Dio può. Bene, io rifiuto questo postulato. Sono un positivista dello stesso stampo di Karl Popper. Anche se non siamo in grado di dimostrare i fenomeni, dobbiamo spingerci in avanti formulando ipotesi, per poi smentirle. Quindi, l’unica premessa nel mio lavoro è che l’universo è naturale e quindi cerco di comprendere la coscienza in questi termini. Ciò significa che la coscienza è conoscibile e che, se la studiamo a fondo, saremo in grado di raccogliere dati e informazioni.
Ora, sostanzialmente, abbiamo due filosofia principali: la scienza e la teologia. C’è la filosofia materialista, vale a dire la scienza. La fisica newtoniana classica ritiene che tutto si basi sulla materia e che l’interazione fra molecole sia deterministica. L’altra filosofia è idealista, fondamento della teologia, e crede che tutto sia coscienza e che la coscienza sia indipendente dalla materia. Dire questo significa dire che l’universo è inconoscibile. Io penso che l’universo sia naturale e conoscibile e che per procedere nella scienza sia necessario studiare i fenomeni soggettivi. Alla fine le risposte verranno. Finora non mi sono sbagliato. Tutte le nostre conclusioni sembrano esatte.
Credo che al momento il modello più avanzato sia quello dell’olografia quantistica, che ho sempre sostenuto e appoggiato. Sostanzialmente, ci dice che esiste una registrazione olografica degli eventi storici della materia, conservata nei suoi quanti. Tali eventi si preserva in maniera non-locale e sono quindi riconoscibili e utilizzabili dalle generazioni future. Ora, è vero che ci sono moltissimi se e ma, tuttavia è si tratta della versione più convincente.
Tutto ciò supporta l’idea che abbiamo a nostra disposizione informazioni ad un livello psichico o soggettivo, informazioni radicate in tale fenomeno olografico quantistico. Ma ciò non significa che la coscienza esista indipendentemente dal sistema vivente. Dice semplicemente che il sistema vivente può avere accesso a tali informazioni. Si tratta di una questione carica di implicazioni. A quanto pare, il fenomeno olografico quantistico è utile per la trasmissione non-locale d’informazioni in natura. (Ho scritto un saggio sull’argomento, intitolato Nature’s Mind. The Quantum Holograph).
Anche altri si stanno occupando della cosa, e la stiamo studiando a fondo. Tale fenomeno sembra responsabile non solo delle capacità psichiche, così come le conosciamo, ma forse è anche la base stessa delle nostre percezioni. Quindi, secondo tale modello, le informazioni a proposito dell’esistenza si preservano anche dopo la vita. Ancora non siamo stati in grado di dimostrare l’esistenza di un coscienza incorporea. Non so come potremo dimostrarla o studiarla. Per molti religiosi si tratta di una questione di fede, ma in quanto scienziato non so ancora come provarla. Anche se credo che abbiamo fatto passi da gigante nello studio dei fenomeni psichici, non siamo riusciti a dimostrare la vita dopo la morte..




sabato 11 giugno 2011

Tree of Men - Candace Pert







Candace Pert (26 giugno 1946)

CANDACE PERT è una neuroscienziata che con le sue ricerche pionieristiche ha cambiato il modo di vedere la relazione fra la mente ed il corpo. Ancora studentessa alla Johns Hopkins University, ha individuato il recettore oppiaceo, il sito molecolare all’interno del quale le droghe derivate dall’oppio, come la morfina e l’eroina, si legano alle cellule nervose del cervello umano. Molti sostengono che per questa scoperta, una delle più importanti nella storia delle neuroscienze, Candace Pert avrebbe dovuto vincere il premio Nobel, ma che questioni politiche abbiano impedito che le venisse assegnato il giusto riconoscimento.
Candace Pert ha conseguito il dottorato in farmacologia alla Johns Hopkins University School of Medicine ed ha condotto ricerche presso il National Institute of Health. Attualmente è ricercatrice presso il dipartimento di fisiologia e biofisica del Georgetown University Medical Center di Washington, dove si occupa di ricerche sull’AIDS. È autrice di numerosi contributi scientifici e del libro Molecole di emozioni: il perché delle emozioni che proviamo (Corbaccio, 2000), che offre una personale ed acuta interpretazione delle neuroscienze e della medicina.
Notizie sul suo lavoro si possono leggere nel sito www.candacepert.com.


D – Perché, secondo lei, è così difficile far accettare nuove idee in ambito scientifico?
R – Domanda interessante, ci pensavo giusto l’altro giorno. La risposta ingenua sarebbe: «Va benissimo così, perché altrimenti dilagherebbero un sacco di sciocchezze. Sono questioni delicate, le cose vanno testate e bla bla bla». In realtà credo che sia un atteggiamento proprio della natura umana. Anche a me è capitato. La gente crede solo nelle proprie verità: se non vede non crede. Insomma, c’è una specie di invidia nei confronti delle nuove idee. La riluttanza ad accettarle fa parte della cultura scientifica, anche se è un errore. Significa perlomeno una battuta d’arresto. Dobbiamo accettare le idee gradualmente, una a una, dopo averle verificate. Certo, esistono le teoria di Thomas Kuhn sui cambiamenti di paradigma, e via dicendo, ma sappiamo che le cose non funzionano veramente in questo modo, che tendono ad essere più rivoluzionarie. Quindi non saprei. Almeno, così è per quello che mi interessa di più in questo momento, la neurogenesi. Sa di cosa si tratta?
D – È la nascita di nuove cellule cerebrali.
R – Esatto, e si tratta di un’idea duplice, una più stupefacente dell’altra. La prima è che generiamo ogni giorno nuovi neuroni nel nostro cervello, l’altra è che le cellule staminali si originano normalmente nel midollo spinale, si spostano attraverso il sangue e poi finiscono nel cervello come neuroni.
D – Il che contro tutto quello che mi hanno detto a scuola! I miei professori di psicobiologia mi hanno insegnato che abbiamo un numero limitato di neuroni, che muoiono lentamente con l’invecchiamento senza essere in grado di rigenerarsi. Così, va a finire che ne abbiamo sempre meno e le nostre capacità cognitive vanno sempre peggiorando.
R – Esattamente. Pensiamo a tutte le battaglie che hanno combattuto gli scienziati per far accettare una posizione simile. Alla fine si è arrivati ad una curiosa posizione di stallo. Dopo tante lotte, la neurogenesi è accettata per vera, ma le persone che hanno condotto tali studi hanno dovuto superare un centinaio di esperimenti attentamente controllati per respingere ogni possibile accusa di falsità. Ora è un dato di fatto, ma per lungo tempo non è stato così. Due miei colleghi di vecchia data, due tipi davvero in gamba, grandi scienziati, hanno sottovalutato fin dal principio l’importanza biologica di questa scoperta. Ammettevano che si trattasse di neuroni, com’era stato provato, e che ogni giorno se ne generassero molti, ma sostenevano che non avevamo prove per dire che il fenomeno fosse importante; semplicemente la cosa non c’entrava nulla con il resto. Ancora oggi non hanno cambiato idea.
D – Non ho parole! Secondo loro la scoperta di produzione di nuovo tessuto cerebrale non è importante?
R – Beh! è gente con una visione scientifica molto conservatrice. Sto preparando una lezione da tenere a New York e questo argomento ne sarà la pietra miliare. Parlerò delle implicazione che la scoperta ha sulla mente, il corpo e la salute e di come possiamo servircene. Per esempio, il fatto di pensare in positivo, di scegliere pensieri positivi e sforzarsi di non mettere negatività nelle proprie parole, non è più solo un modo di dire. Ogni volta che ripetiamo qualcosa, rafforziamo un network di neuroni in via di sviluppo. C’è sempre un network nascente che si sta formando, così come c’è una costante nascita e morte di neuroni. A determinare quali vivranno e quali no è la frequenza con la quale vengono utilizzati. Quindi se continuiamo a dire o pensare cose negative di noi stessi, rafforziamo questi circuiti.
D- Crede che la specie umana sopravvivrà nei prossimi cento anni, o pensa che rischiamo l’estinzione?
R – Oh, non so come saranno le cose fra cent’anni, ma certo è che sono molto preoccupata. Si sentono tante ipotesi diverse, ma personalmente credo che in un periodo fra i duecento e i cinquecento anni esauriremo del tutto le scorte di combustibili fossili. Cosa succederà allora, losa solo Dio. Ci si preoccupa tanto della minaccia nucleare, ma io temo di più una prospettiva simile.  Tuttavia, diciamo che sono ottimista. Credo che ci salveremo, ma la gente deve cominciare a stare attenta. Credo che prima dell’estinzione della nostra specie, ci sarà l’estinzione dell’intelligenza avanzata.
A preoccuparmi molto c’è il grave problema del cibo. Insieme ad un gruppo di amici ho comprati una fattoria, con l’idea un po’ folle di trasformarla in un centro culturale, educativo e di ricerca sulla questione del cibo. L’ingegneria genetica non è altro che la punta dell’iceberg. Anzi, non c’entra. Il problema è che il cibo che mangiamo oggi è chimicamente diverso da quello di dieci o vent’anni fa. Se facciamo un elenco delle sostanze chimiche presenti oggi in una mela, e tracciamo un grafico, servono tre pagine; per una mela del passato, cinque pagine. La mela nuova richiede solo tre pagine a causa delle sostanze pesticide ed erbicide, oltre che delle caratteristiche del terreno e dei metodi di coltivazione. Il nostro cibo ha perso tutta una serie di elementi. Il problema non sono solo i veleni, le tossine, l’inquinamento. Mancano delle sostanze. Attualmente non troviamo più negli animali acidi grassi essenziali di cui abbiamo bisogno, e la gente avveduta, che se lo può permettere, come me, va a comprarsi i necessari omega-3 da aggiungere alla propria dieta.
Ma a lungo andare cosa succederà? Ho cresciuto tre figli, con una differenza d’età di nove anni. Sono convinta che il loro cervello subisca dei cambiamenti che non sono solo culturali, ma che hanno a che vedere con la loro dieta, con ciò che mangiano o non mangiano. È facile pensare ad un inverno nucleare o cose di questo genere. Ma prima ancora, credo che tra una cinquantina d’anni, per come stanno andando le cose, il nostro quoziente intellettivo scenderà sotto a 60, e la gente non se ne accorgerà nemmeno. 



Tree of Men - Noam Chomsky



(Noam Chomsky, Filadelfia, 7 dicembre 1928)


NOAM CHOMSKY ha rivoluzionato gli studi di linguistica ed è uno dei maggiori critici della politica estera americana. Il «New York Times» l’ha definito «probabilmente l’intellettuale più importante dei nostri tempi». Tra il 1980 e il 1992 Chomsky è comparso 3874 volte nell’Arts and Humanities Citations Index, diventando l’essere vivente più citato in quel periodo e l’ottavo tra i personaggi più citati della storia umana.
Ha conseguito il dottorato in linguistica presso la University of Pennsylvania e insegna al Massachussetts Insitute of Technology, dove ricopre il ruolo di Insitute Professor ed è titolare della cattedra ferrari P. Ward di lingua e linguistica moderna.
Oltre ad aver scritto più di ottanta libri su linguaggio e politica, è uno degli oratori più conosciuti d’America e le sue lezioni e conferenze sono sempre affollatissime.
A partire dagli anni sessanta, grazie alla sua forte presa di posizione contro la guerra del Vietnam ed al suo notevole impegno politico e sociale, Chomsky si è affermato anche come intellettuale anarchico e socialista libertario. La costante e acuta critica nei confronti della politica estera di diversi paesi e, in particolar modo, degli Stati Uniti, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.
Altre notizie si possono reperire nel sito www.chomsky.info


D – Crede che l’umanità stia facendo passi avanti in fatto di diritti  e democrazia?
R – Beh! Facciamo passi avanti e passi indietro, è un cammino difficile da tracciare. Tutto sommato, parlando di diritti umani, credo che ci siano stati grandi progressi. Se parliamo di democrazia, la questione si fa molto più complicata. La democrazia formale si sta diffondendo sempre più. Quindi, la democrazia intesa come, diciamo, numero di persone che godono di diritto di voto sta aumentando. D’altro canto, si stanno rafforzando le barriere che impediscono l’applicazione concreta dei diritti democratici. Ecco perché in buona parte del mondo, compresi gli Stati Uniti, si sta diffondendo sempre più un senso di scetticismo e disillusione per la democrazia.
Per esempio, negli Stati Uniti, che sono una delle società più libere e democratiche al mondo, tre quarti della popolazione considera le elezioni presidenziali come una farsa, un gioco manovrato dai ricchi finanziatori e dall’industria delle pubbliche relazioni, che creano candidati fantoccio mettendogli in bocca cose che non pensano e nemmeno capiscono. Lo stesso succede in America Latina e in molte altre parti del mondo. Così, se la democrazia formale sta aumentando, ciò non vale per la democrazia sostanziale.
D – Cosa crede che si possa fare per estendere la democrazia, in America e nel mondo?
R – Il più grande filosofo sociale americano del XX secolo, John Dewey, una volta ha detto – credo correttamente – che la politica è l’ombra che le grandi imprese proiettano sulla società. Con ciò intendeva che laddove abbiamo grandi concentrazioni di potere e ricchezza privati, l’economia è caratterizzata sostanzialmente da sistemi dittatoriali. Un’azienda, fondamentalmente, è una dittatura, con ordini che procedono dall’alto al basso. Finché sarà così, la democrazia avrà gravi limitazioni. Per estendere la democrazia bisogna sconfiggere questa enorme concentrazione di potere e ricchezza, introdurre procedure democratiche all’interno di tutte le istituzioni e, come diceva Dewey, passare dal feudalesimo industriale alla democrazia industriale. Non solo nell’industria, ma in tutte le istituzioni. Si tratta di una visione tradizionale – Dewey non apparteneva certo alla sinistra estrema – e credo che sia corretta.
D – Come pensa che il linguaggio influenzi la coscienza e quello che percepiamo come realtà?
R – La percezione di una persona vale quanto quella di qualunque altra. Voglio dire, è l’introspezione perlopiù a regolare quel che conosciamo. Se ci prestiamo attenzione, ci accorgiamo che è un continuo parlare con noi stessi. È quasi impossibile passare un attimo di tempo senza questo dialogo interiore, e non è altro che una parte enorme della nostra coscienza. Una parte che prevalentemente si esprime con il linguaggio; o almeno, la parte che è accessibile alla nostra coscienza si esprime attraverso il linguaggio. Non è facile dire come influisca sul nostro pensiero, e in generale sulla nostra coscienza. Il fatto è che possiamo accedere ai nostri pensieri o alla nostra coscienza solo attraverso il linguaggio..



Tree of Men - Kary Mullis





(Kary Mullis, Lenoir, 28 dicembre 1944)




KARY MULLIS ha vinto il premio Nobel per la chimica nel 1993, in seguito alla scoperta della reazione a catena della polimerasi, che ha rivoluzionato gli studi nel campo della genetica. La rivista «Science» ha definito la scoperta di Mullis come uno dei più importanti progressi scientifici nella storia dell’umanità. Essa ha influenzato la cultura, la fantascienza e anche la paleobiologia. Kary Mullis ha conseguito il dottorato in biochimica presso la University of California di Berkeley. È autore di numerosi studi scientifici e del libro Ballando nudi nel campo della mente: le idee (e le avventure) del più eccentrico degli scienziati moderni (Baldini & Castoldi, 2000), nel quale esamina in maniera avvincente i grandi misteri del mondo.
Surfista e contestatore nella Berkeley degli anni sessanta, Mullis è considerato un personaggio alquanto originale e discusso, che spesso si è scontrato con le posizioni "otodosse" della comunità scientifica. È noto per essere fortemente critico nei confronti della teoria diffusamente accettata del legame HIV - AIDS, per lo scetticismo rispetto alle cause del riscaldamento globale e del buco nell'ozono. In una famosa intervista si domandò retoricamente se avrebbe mai scoperto la PCR se non avesse assunto LSD, concludendo che ne dubitava seriamente, in quanto poteva letteralmente veder lavorare i singoli polimeri e ammettendo di avere imparato parecchio grazie a tale esperienza.
Nel suo libro del 1998 (Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni) Mullis parla della sua visione del mondo e narra di episodi curiosi ed esperienze alquanto insolite da lui esperite, parla dell'astrologia, della sua partecipazione al processo di O. J. Simpson, del suo uso di droghe, sostiene che "la scienza dei media è una fesseria" per finire addirittura con l'ipotesi di essere stato rapito dagli alieni; gli accadde una notte del 1985, in un bosco nei pressi di Mendocino County in California.
Mullis racconta come ai tempi dei suoi studi a Berkeley mandò all'autorevole rivista inglese Nature un articolo fortemente speculativo nel quale sosteneva che metà della materia dell'universo andrebbe all'indietro nel tempo: l'articolo fu pubblicato. Un ventennio dopo propose alla stessa rivista un lavoro in cui documentava la tecnica della PCR che gli avrebbe valso il Nobel, e non fu pubblicato; quest'esperienza mi insegnò un paio di cose e mi fece crescere un bel po'.
Nel 1998 è entrato a far parte dell’americana National Inventors Hall of Fame ed è professore emerito presso il Children’s Hospital Oakland Research Institute di Oakland, in California.
Altre notizie sui suoi studi e le sue attività si possono leggere nel sito www.karymullis.com


D – Qual è la sua idea a proposito del tempo?
R – È chiaro: il tempo è il modo in cui la natura evita che succeda tutto simultaneamente. Può darsi che segua una linea retta, oppure un percorso con una quantità di spire e di curve. Oppure che abbia una forma che noi non immaginiamo nemmeno.
D – Proprio come la natura..
R – Sì. Penso che la natura sia più una questione di geometria frattale che di geometria euclidea. La geometria euclidea ci dice che esistono linee, ma una linea è una cosa infinitamente sottile. Non è una riga tirata con la matita: quella è una sorta di approssimazione di una linea. In realtà una vera linea non ha spessore. Così come un punto non ha spessore e un quadrato non esiste in nessuna parte del nostro pianeta. Nemmeno un triangolo. È tutto un’approssimazione, e più lo guardiamo con attenzione, meno si vedono le somiglianze.
Se mi chiede qual è il perimetro della Gran Bretagna, potrei prendere una mappa, tracciare un cerchio intorno all’isola e dire che quello è il suo perimetro. Ma se guardiamo le cose da vicino, diventa tutto più difficile. Come posso misurare il perimetro della Gran Bretagna? Mettiamo di prendere una bacchetta lunga dieci metri e vedere quante volte dobbiamo posarla per percorrere l’intera isola. Potrei dire che ci ho messo un milione di bacchette, e che quindi la Gran Bretagna deve misurare dieci milioni di metri. Ma se prendo una bacchetta più corta, magari di cinque metri, e faccio la stessa cosa, avrò un perimetro maggiore, dato che seguirò meglio i contorni. Più la bacchetta è corta, più lungo risulterà il perimetro. Alla fine dovrò dire che la Gran Bretagna non ha un perimetro.
D – O che ha un perimetro infinito.. così, in altre parole, i limiti che percepiamo nella realtà non sono altro che creazioni arbitrarie della nostra mente?
R – Sì. Credo che i buddisti abbiano un nome per questa cosa. Si tratta dell’interpenetrabilità delle cose. Noi e l’universo siamo così..



Rob Brezsny





Settimana del 10/16 giugno..




Ariete
La prossima settimana hai la licenza poetica, nonché il permesso astrologico, di essere supercarino. Voglio dire che hai il mandato divino di essere adorabile, affascinante e delizioso più del solito. C’è un problema, però: cercare di essere carini non significa sempre diventarlo di più, spesso porta a essere melliflui e pretenziosi. Allora come puoi sfruttare l’imperativo cosmico di essere selvaggiamente, stravagantemente, sublimemente carino, senza esserne troppo consapevole? Questo è il tuo indovinello della settimana.


Toro
Sarebbe una settimana eccellente per dichiarare guerra a tutto ciò che ti fa sprecare tempo. Be’, forse quello di “dichiarare guerra” non è proprio lo spirito giusto. Dopotutto, non voglio che tu sia sempre arrabbiato e aggressivo. Mettiamola così: è un buon momento per evitare, ingegnosamente e inesorabilmente, tutte le attività, gli inviti, le tentazioni, i pensieri e le abitudini che non ti offrono niente in cambio della preziosa energia che gli dedichi. Naturalmente questo è un consiglio sempre valido, ma otterrai risultati migliori se lo seguirai adesso.


Gemelli
La primatologa Jane Goodall, che ha vissuto per anni tra gli scimpanzé della Tanzania, è tra i massimi esperti al mondo su quelle creature. Riesci a indovinare qual era il suo giocattolo preferito da piccola? Una scimmietta di peluche, naturalmente. Senza dubbio ci sono state avvisaglie del genere anche nella tua infanzia o adolescenza, Gemelli. Anticipi della magia che poi avresti cercato di sviluppare? Semi del tuo futuro che avevano appena cominciato a germogliare? È il momento giusto per riflettere su questi indizi. Se riscoprirai le capacità che ti hanno rivelato, potrai trarne grande vantaggio.


Cancro
Le elezioni presidenziali americane del 2000 mi fanno ancora rabbrividire. A causa di regole elettorali arcaiche, il candidato “perdente” ottenne in realtà 543.895 voti in più di quello “vincente”. Come poterono, in coscienza, quelli che sostenevano il “vincitore” meno votato sancire quel risultato? Fu una cosa perversa. Patologica. Nelle prossime settimane non devi lasciare che nella tua vita succeda qualcosa di paragonabile a questa anomalia, Cancerino. È fondamentale che il vincitore sia chi merita di esserlo. Non rinunciare a ciò che è giusto per seguire protocolli o convenzioni superate.


Leone
Ho sognato che per mesi avevi coltivato uno strano giardino. E alla fine non avevi raccolto fiori, erbe o verdure ma vulcani in miniatura. Erano tutti cresciuti e ti arrivavano alla vita. Eruttavano un flusso costante di fuoco liquido azzurrognolo che si raccoglieva in grandi coppe d’oro simili a Graal. A quanto sembra, quella sostanza non solo si poteva bere, ma era molto energetica. Tu sorseggiavi un po’ della pozione e distribuivi il resto a un grande raduno di persone che erano venute con entusiasmo a sorbire il tuo gustoso farmaco. L’atmosfera era festosa e tu eri raggiante. Credo che questo sogno sia una buona metafora della tua vita nell’immediato futuro.


Vergine
Darryl Dawkins è stato un professionista della pallacanestro dal 1975 al 1996. È stato una delle personalità più pittoresche di quello sport, e diceva di vivere per una parte del tempo sul pianeta Lovetron, dove aveva perfezionato la sua abilità di giocoliere interplanetario. Gli piaceva anche dare nomi di fantasia alle sue schiacciate. La sua preferita era la “turbo sexophonic delight” (delizia turbosessofonica). Ti invito a comportarti come Darryl Dawkins nel tuo campo, Vergine. Da’ un nome alla mossa che ti caratterizza o al tuo speciale modo di giocare. Con un tocco scherzoso, fa sapere a tutti quanto ami e quanto sei bravo in quello che fai.


Bilancia
Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Personality, molti studenti universitari preferiscono i massaggi dell’ego al sesso. Potendo scegliere tra fare l’amore con un partner desiderabile e ricevere un bel complimento gratificante, la maggioranza sceglie la seconda. Nel prossimo futuro, Bilancia, è importante che tu non ti comporti come una di queste persone affamate di autostima. Hai bisogno della catarsi emotiva e fisica che può derivare dall’unione erotica e da altre fonti d’intenso piacere molto più di quanto non ti serva solleticare il tuo ego.


Scorpione
Se non la provi già, presto avrai la strana sensazione che ti stai estendendo. Che tu sia preparato o no, ti verrà chiesto, o forse addirittura imposto, di espanderti. Potrà essere stressante, o entusiasmante, o entrambe le cose. E probabilmente ti costringerà a rimettere in discussione la tua mania per qualcuno o qualcosa che ti piace odiare. Per ottenere migliori risultati, ti consiglio di non resistere all’allungamento e all’allargamento. Anzi, faresti bene a collaborare. Questa strana magia aumenterà la tua capacità di approfittare dei paradossi. Potrebbe anche darti il sorprendente potere di imbrigliare l’energia generata dalla frizione tra forze contrapposte.


Sagittario
In questa fase del tuo ciclo astrologico probabilmente sarai più attraente, seducente e desiderabile che mai. Non sto esagerando, forse non sarai carismatico come una rock star né adorabile come un gattino, ma supererai i limiti del tuo fascino naturale. Scommetto che il tuo aspetto fisico sarà più piacevole, e saprai istintivamente mettere in evidenza gli aspetti più accattivanti della tua personalità. Per aiutarti a sfruttare il potenziale di cui disponi in questo momento, ti prego di aggiungere al tuo vocabolario la parola “concupiscibile”, che significa “degno di essere desiderato”.


Capricorno
Nicolas Cage è un Capricorno. Quando gira un film spesso si abbandona a comportamenti eccessivi. Naturalmente le follie che commette quando recita sono finte e non comportano conseguenze disastrose per la sua vita reale, ma gli permettono di sfogare le sue emozioni. Ipotizziamo che, come Cage, anche a te possa far bene tirar fuori l’inferno che hai dentro senza combinare guai. Esiste un rifugio con le pareti rivestite di sughero in cui potresti andare per dare liberamente sfogo a emozioni estreme? O un suo equivalente?


Acquario
Le mie capacità divinatorie mi dicono che faresti bene ad assegnare a te stesso una missione in una zona incontaminata. L’esatta natura di questo compito non mi è stata rivelata, ma ho il sospetto che tu debba andare in un luogo selvaggio che ha la magia stimolante di alterare in modo tangibile la tua coscienza, rivelandoti qualche verità sul tuo destino che finora non sei stato in grado di decifrare. Avrai più probabilità di riuscire nel tuo intento se nel tuo rifugio speciale creerai un piccolo santuario di fantasia.


Pesci
Hai idea di quanti pannolini ti ha cambiato tua madre quando eri bambino? Sicuramente più di mille. Hai mai calcolato quanti pasti ha preparato per te? Probabilmente più di diecimila. Dato che siamo in argomento, ti ricordi chi ti ha insegnato a leggere e scrivere? Riesci a vedere il volto della prima persona, oltre ai tuoi genitori, che ti ha fatto sentire importante, amato o reale? Ti consiglio di seguire questa linea di pensiero per quanto ti è possibile. Astrologicamente parlando, è il momento ideale per visualizzare i ricordi di momenti specifici in cui sei stato accudito e assolutamente felice.