sabato 11 giugno 2011

Tree of Men - Candace Pert







Candace Pert (26 giugno 1946)

CANDACE PERT è una neuroscienziata che con le sue ricerche pionieristiche ha cambiato il modo di vedere la relazione fra la mente ed il corpo. Ancora studentessa alla Johns Hopkins University, ha individuato il recettore oppiaceo, il sito molecolare all’interno del quale le droghe derivate dall’oppio, come la morfina e l’eroina, si legano alle cellule nervose del cervello umano. Molti sostengono che per questa scoperta, una delle più importanti nella storia delle neuroscienze, Candace Pert avrebbe dovuto vincere il premio Nobel, ma che questioni politiche abbiano impedito che le venisse assegnato il giusto riconoscimento.
Candace Pert ha conseguito il dottorato in farmacologia alla Johns Hopkins University School of Medicine ed ha condotto ricerche presso il National Institute of Health. Attualmente è ricercatrice presso il dipartimento di fisiologia e biofisica del Georgetown University Medical Center di Washington, dove si occupa di ricerche sull’AIDS. È autrice di numerosi contributi scientifici e del libro Molecole di emozioni: il perché delle emozioni che proviamo (Corbaccio, 2000), che offre una personale ed acuta interpretazione delle neuroscienze e della medicina.
Notizie sul suo lavoro si possono leggere nel sito www.candacepert.com.


D – Perché, secondo lei, è così difficile far accettare nuove idee in ambito scientifico?
R – Domanda interessante, ci pensavo giusto l’altro giorno. La risposta ingenua sarebbe: «Va benissimo così, perché altrimenti dilagherebbero un sacco di sciocchezze. Sono questioni delicate, le cose vanno testate e bla bla bla». In realtà credo che sia un atteggiamento proprio della natura umana. Anche a me è capitato. La gente crede solo nelle proprie verità: se non vede non crede. Insomma, c’è una specie di invidia nei confronti delle nuove idee. La riluttanza ad accettarle fa parte della cultura scientifica, anche se è un errore. Significa perlomeno una battuta d’arresto. Dobbiamo accettare le idee gradualmente, una a una, dopo averle verificate. Certo, esistono le teoria di Thomas Kuhn sui cambiamenti di paradigma, e via dicendo, ma sappiamo che le cose non funzionano veramente in questo modo, che tendono ad essere più rivoluzionarie. Quindi non saprei. Almeno, così è per quello che mi interessa di più in questo momento, la neurogenesi. Sa di cosa si tratta?
D – È la nascita di nuove cellule cerebrali.
R – Esatto, e si tratta di un’idea duplice, una più stupefacente dell’altra. La prima è che generiamo ogni giorno nuovi neuroni nel nostro cervello, l’altra è che le cellule staminali si originano normalmente nel midollo spinale, si spostano attraverso il sangue e poi finiscono nel cervello come neuroni.
D – Il che contro tutto quello che mi hanno detto a scuola! I miei professori di psicobiologia mi hanno insegnato che abbiamo un numero limitato di neuroni, che muoiono lentamente con l’invecchiamento senza essere in grado di rigenerarsi. Così, va a finire che ne abbiamo sempre meno e le nostre capacità cognitive vanno sempre peggiorando.
R – Esattamente. Pensiamo a tutte le battaglie che hanno combattuto gli scienziati per far accettare una posizione simile. Alla fine si è arrivati ad una curiosa posizione di stallo. Dopo tante lotte, la neurogenesi è accettata per vera, ma le persone che hanno condotto tali studi hanno dovuto superare un centinaio di esperimenti attentamente controllati per respingere ogni possibile accusa di falsità. Ora è un dato di fatto, ma per lungo tempo non è stato così. Due miei colleghi di vecchia data, due tipi davvero in gamba, grandi scienziati, hanno sottovalutato fin dal principio l’importanza biologica di questa scoperta. Ammettevano che si trattasse di neuroni, com’era stato provato, e che ogni giorno se ne generassero molti, ma sostenevano che non avevamo prove per dire che il fenomeno fosse importante; semplicemente la cosa non c’entrava nulla con il resto. Ancora oggi non hanno cambiato idea.
D – Non ho parole! Secondo loro la scoperta di produzione di nuovo tessuto cerebrale non è importante?
R – Beh! è gente con una visione scientifica molto conservatrice. Sto preparando una lezione da tenere a New York e questo argomento ne sarà la pietra miliare. Parlerò delle implicazione che la scoperta ha sulla mente, il corpo e la salute e di come possiamo servircene. Per esempio, il fatto di pensare in positivo, di scegliere pensieri positivi e sforzarsi di non mettere negatività nelle proprie parole, non è più solo un modo di dire. Ogni volta che ripetiamo qualcosa, rafforziamo un network di neuroni in via di sviluppo. C’è sempre un network nascente che si sta formando, così come c’è una costante nascita e morte di neuroni. A determinare quali vivranno e quali no è la frequenza con la quale vengono utilizzati. Quindi se continuiamo a dire o pensare cose negative di noi stessi, rafforziamo questi circuiti.
D- Crede che la specie umana sopravvivrà nei prossimi cento anni, o pensa che rischiamo l’estinzione?
R – Oh, non so come saranno le cose fra cent’anni, ma certo è che sono molto preoccupata. Si sentono tante ipotesi diverse, ma personalmente credo che in un periodo fra i duecento e i cinquecento anni esauriremo del tutto le scorte di combustibili fossili. Cosa succederà allora, losa solo Dio. Ci si preoccupa tanto della minaccia nucleare, ma io temo di più una prospettiva simile.  Tuttavia, diciamo che sono ottimista. Credo che ci salveremo, ma la gente deve cominciare a stare attenta. Credo che prima dell’estinzione della nostra specie, ci sarà l’estinzione dell’intelligenza avanzata.
A preoccuparmi molto c’è il grave problema del cibo. Insieme ad un gruppo di amici ho comprati una fattoria, con l’idea un po’ folle di trasformarla in un centro culturale, educativo e di ricerca sulla questione del cibo. L’ingegneria genetica non è altro che la punta dell’iceberg. Anzi, non c’entra. Il problema è che il cibo che mangiamo oggi è chimicamente diverso da quello di dieci o vent’anni fa. Se facciamo un elenco delle sostanze chimiche presenti oggi in una mela, e tracciamo un grafico, servono tre pagine; per una mela del passato, cinque pagine. La mela nuova richiede solo tre pagine a causa delle sostanze pesticide ed erbicide, oltre che delle caratteristiche del terreno e dei metodi di coltivazione. Il nostro cibo ha perso tutta una serie di elementi. Il problema non sono solo i veleni, le tossine, l’inquinamento. Mancano delle sostanze. Attualmente non troviamo più negli animali acidi grassi essenziali di cui abbiamo bisogno, e la gente avveduta, che se lo può permettere, come me, va a comprarsi i necessari omega-3 da aggiungere alla propria dieta.
Ma a lungo andare cosa succederà? Ho cresciuto tre figli, con una differenza d’età di nove anni. Sono convinta che il loro cervello subisca dei cambiamenti che non sono solo culturali, ma che hanno a che vedere con la loro dieta, con ciò che mangiano o non mangiano. È facile pensare ad un inverno nucleare o cose di questo genere. Ma prima ancora, credo che tra una cinquantina d’anni, per come stanno andando le cose, il nostro quoziente intellettivo scenderà sotto a 60, e la gente non se ne accorgerà nemmeno. 



Tree of Men - Noam Chomsky



(Noam Chomsky, Filadelfia, 7 dicembre 1928)


NOAM CHOMSKY ha rivoluzionato gli studi di linguistica ed è uno dei maggiori critici della politica estera americana. Il «New York Times» l’ha definito «probabilmente l’intellettuale più importante dei nostri tempi». Tra il 1980 e il 1992 Chomsky è comparso 3874 volte nell’Arts and Humanities Citations Index, diventando l’essere vivente più citato in quel periodo e l’ottavo tra i personaggi più citati della storia umana.
Ha conseguito il dottorato in linguistica presso la University of Pennsylvania e insegna al Massachussetts Insitute of Technology, dove ricopre il ruolo di Insitute Professor ed è titolare della cattedra ferrari P. Ward di lingua e linguistica moderna.
Oltre ad aver scritto più di ottanta libri su linguaggio e politica, è uno degli oratori più conosciuti d’America e le sue lezioni e conferenze sono sempre affollatissime.
A partire dagli anni sessanta, grazie alla sua forte presa di posizione contro la guerra del Vietnam ed al suo notevole impegno politico e sociale, Chomsky si è affermato anche come intellettuale anarchico e socialista libertario. La costante e acuta critica nei confronti della politica estera di diversi paesi e, in particolar modo, degli Stati Uniti, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.
Altre notizie si possono reperire nel sito www.chomsky.info


D – Crede che l’umanità stia facendo passi avanti in fatto di diritti  e democrazia?
R – Beh! Facciamo passi avanti e passi indietro, è un cammino difficile da tracciare. Tutto sommato, parlando di diritti umani, credo che ci siano stati grandi progressi. Se parliamo di democrazia, la questione si fa molto più complicata. La democrazia formale si sta diffondendo sempre più. Quindi, la democrazia intesa come, diciamo, numero di persone che godono di diritto di voto sta aumentando. D’altro canto, si stanno rafforzando le barriere che impediscono l’applicazione concreta dei diritti democratici. Ecco perché in buona parte del mondo, compresi gli Stati Uniti, si sta diffondendo sempre più un senso di scetticismo e disillusione per la democrazia.
Per esempio, negli Stati Uniti, che sono una delle società più libere e democratiche al mondo, tre quarti della popolazione considera le elezioni presidenziali come una farsa, un gioco manovrato dai ricchi finanziatori e dall’industria delle pubbliche relazioni, che creano candidati fantoccio mettendogli in bocca cose che non pensano e nemmeno capiscono. Lo stesso succede in America Latina e in molte altre parti del mondo. Così, se la democrazia formale sta aumentando, ciò non vale per la democrazia sostanziale.
D – Cosa crede che si possa fare per estendere la democrazia, in America e nel mondo?
R – Il più grande filosofo sociale americano del XX secolo, John Dewey, una volta ha detto – credo correttamente – che la politica è l’ombra che le grandi imprese proiettano sulla società. Con ciò intendeva che laddove abbiamo grandi concentrazioni di potere e ricchezza privati, l’economia è caratterizzata sostanzialmente da sistemi dittatoriali. Un’azienda, fondamentalmente, è una dittatura, con ordini che procedono dall’alto al basso. Finché sarà così, la democrazia avrà gravi limitazioni. Per estendere la democrazia bisogna sconfiggere questa enorme concentrazione di potere e ricchezza, introdurre procedure democratiche all’interno di tutte le istituzioni e, come diceva Dewey, passare dal feudalesimo industriale alla democrazia industriale. Non solo nell’industria, ma in tutte le istituzioni. Si tratta di una visione tradizionale – Dewey non apparteneva certo alla sinistra estrema – e credo che sia corretta.
D – Come pensa che il linguaggio influenzi la coscienza e quello che percepiamo come realtà?
R – La percezione di una persona vale quanto quella di qualunque altra. Voglio dire, è l’introspezione perlopiù a regolare quel che conosciamo. Se ci prestiamo attenzione, ci accorgiamo che è un continuo parlare con noi stessi. È quasi impossibile passare un attimo di tempo senza questo dialogo interiore, e non è altro che una parte enorme della nostra coscienza. Una parte che prevalentemente si esprime con il linguaggio; o almeno, la parte che è accessibile alla nostra coscienza si esprime attraverso il linguaggio. Non è facile dire come influisca sul nostro pensiero, e in generale sulla nostra coscienza. Il fatto è che possiamo accedere ai nostri pensieri o alla nostra coscienza solo attraverso il linguaggio..



Tree of Men - Kary Mullis





(Kary Mullis, Lenoir, 28 dicembre 1944)




KARY MULLIS ha vinto il premio Nobel per la chimica nel 1993, in seguito alla scoperta della reazione a catena della polimerasi, che ha rivoluzionato gli studi nel campo della genetica. La rivista «Science» ha definito la scoperta di Mullis come uno dei più importanti progressi scientifici nella storia dell’umanità. Essa ha influenzato la cultura, la fantascienza e anche la paleobiologia. Kary Mullis ha conseguito il dottorato in biochimica presso la University of California di Berkeley. È autore di numerosi studi scientifici e del libro Ballando nudi nel campo della mente: le idee (e le avventure) del più eccentrico degli scienziati moderni (Baldini & Castoldi, 2000), nel quale esamina in maniera avvincente i grandi misteri del mondo.
Surfista e contestatore nella Berkeley degli anni sessanta, Mullis è considerato un personaggio alquanto originale e discusso, che spesso si è scontrato con le posizioni "otodosse" della comunità scientifica. È noto per essere fortemente critico nei confronti della teoria diffusamente accettata del legame HIV - AIDS, per lo scetticismo rispetto alle cause del riscaldamento globale e del buco nell'ozono. In una famosa intervista si domandò retoricamente se avrebbe mai scoperto la PCR se non avesse assunto LSD, concludendo che ne dubitava seriamente, in quanto poteva letteralmente veder lavorare i singoli polimeri e ammettendo di avere imparato parecchio grazie a tale esperienza.
Nel suo libro del 1998 (Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni) Mullis parla della sua visione del mondo e narra di episodi curiosi ed esperienze alquanto insolite da lui esperite, parla dell'astrologia, della sua partecipazione al processo di O. J. Simpson, del suo uso di droghe, sostiene che "la scienza dei media è una fesseria" per finire addirittura con l'ipotesi di essere stato rapito dagli alieni; gli accadde una notte del 1985, in un bosco nei pressi di Mendocino County in California.
Mullis racconta come ai tempi dei suoi studi a Berkeley mandò all'autorevole rivista inglese Nature un articolo fortemente speculativo nel quale sosteneva che metà della materia dell'universo andrebbe all'indietro nel tempo: l'articolo fu pubblicato. Un ventennio dopo propose alla stessa rivista un lavoro in cui documentava la tecnica della PCR che gli avrebbe valso il Nobel, e non fu pubblicato; quest'esperienza mi insegnò un paio di cose e mi fece crescere un bel po'.
Nel 1998 è entrato a far parte dell’americana National Inventors Hall of Fame ed è professore emerito presso il Children’s Hospital Oakland Research Institute di Oakland, in California.
Altre notizie sui suoi studi e le sue attività si possono leggere nel sito www.karymullis.com


D – Qual è la sua idea a proposito del tempo?
R – È chiaro: il tempo è il modo in cui la natura evita che succeda tutto simultaneamente. Può darsi che segua una linea retta, oppure un percorso con una quantità di spire e di curve. Oppure che abbia una forma che noi non immaginiamo nemmeno.
D – Proprio come la natura..
R – Sì. Penso che la natura sia più una questione di geometria frattale che di geometria euclidea. La geometria euclidea ci dice che esistono linee, ma una linea è una cosa infinitamente sottile. Non è una riga tirata con la matita: quella è una sorta di approssimazione di una linea. In realtà una vera linea non ha spessore. Così come un punto non ha spessore e un quadrato non esiste in nessuna parte del nostro pianeta. Nemmeno un triangolo. È tutto un’approssimazione, e più lo guardiamo con attenzione, meno si vedono le somiglianze.
Se mi chiede qual è il perimetro della Gran Bretagna, potrei prendere una mappa, tracciare un cerchio intorno all’isola e dire che quello è il suo perimetro. Ma se guardiamo le cose da vicino, diventa tutto più difficile. Come posso misurare il perimetro della Gran Bretagna? Mettiamo di prendere una bacchetta lunga dieci metri e vedere quante volte dobbiamo posarla per percorrere l’intera isola. Potrei dire che ci ho messo un milione di bacchette, e che quindi la Gran Bretagna deve misurare dieci milioni di metri. Ma se prendo una bacchetta più corta, magari di cinque metri, e faccio la stessa cosa, avrò un perimetro maggiore, dato che seguirò meglio i contorni. Più la bacchetta è corta, più lungo risulterà il perimetro. Alla fine dovrò dire che la Gran Bretagna non ha un perimetro.
D – O che ha un perimetro infinito.. così, in altre parole, i limiti che percepiamo nella realtà non sono altro che creazioni arbitrarie della nostra mente?
R – Sì. Credo che i buddisti abbiano un nome per questa cosa. Si tratta dell’interpenetrabilità delle cose. Noi e l’universo siamo così..



Rob Brezsny





Settimana del 10/16 giugno..




Ariete
La prossima settimana hai la licenza poetica, nonché il permesso astrologico, di essere supercarino. Voglio dire che hai il mandato divino di essere adorabile, affascinante e delizioso più del solito. C’è un problema, però: cercare di essere carini non significa sempre diventarlo di più, spesso porta a essere melliflui e pretenziosi. Allora come puoi sfruttare l’imperativo cosmico di essere selvaggiamente, stravagantemente, sublimemente carino, senza esserne troppo consapevole? Questo è il tuo indovinello della settimana.


Toro
Sarebbe una settimana eccellente per dichiarare guerra a tutto ciò che ti fa sprecare tempo. Be’, forse quello di “dichiarare guerra” non è proprio lo spirito giusto. Dopotutto, non voglio che tu sia sempre arrabbiato e aggressivo. Mettiamola così: è un buon momento per evitare, ingegnosamente e inesorabilmente, tutte le attività, gli inviti, le tentazioni, i pensieri e le abitudini che non ti offrono niente in cambio della preziosa energia che gli dedichi. Naturalmente questo è un consiglio sempre valido, ma otterrai risultati migliori se lo seguirai adesso.


Gemelli
La primatologa Jane Goodall, che ha vissuto per anni tra gli scimpanzé della Tanzania, è tra i massimi esperti al mondo su quelle creature. Riesci a indovinare qual era il suo giocattolo preferito da piccola? Una scimmietta di peluche, naturalmente. Senza dubbio ci sono state avvisaglie del genere anche nella tua infanzia o adolescenza, Gemelli. Anticipi della magia che poi avresti cercato di sviluppare? Semi del tuo futuro che avevano appena cominciato a germogliare? È il momento giusto per riflettere su questi indizi. Se riscoprirai le capacità che ti hanno rivelato, potrai trarne grande vantaggio.


Cancro
Le elezioni presidenziali americane del 2000 mi fanno ancora rabbrividire. A causa di regole elettorali arcaiche, il candidato “perdente” ottenne in realtà 543.895 voti in più di quello “vincente”. Come poterono, in coscienza, quelli che sostenevano il “vincitore” meno votato sancire quel risultato? Fu una cosa perversa. Patologica. Nelle prossime settimane non devi lasciare che nella tua vita succeda qualcosa di paragonabile a questa anomalia, Cancerino. È fondamentale che il vincitore sia chi merita di esserlo. Non rinunciare a ciò che è giusto per seguire protocolli o convenzioni superate.


Leone
Ho sognato che per mesi avevi coltivato uno strano giardino. E alla fine non avevi raccolto fiori, erbe o verdure ma vulcani in miniatura. Erano tutti cresciuti e ti arrivavano alla vita. Eruttavano un flusso costante di fuoco liquido azzurrognolo che si raccoglieva in grandi coppe d’oro simili a Graal. A quanto sembra, quella sostanza non solo si poteva bere, ma era molto energetica. Tu sorseggiavi un po’ della pozione e distribuivi il resto a un grande raduno di persone che erano venute con entusiasmo a sorbire il tuo gustoso farmaco. L’atmosfera era festosa e tu eri raggiante. Credo che questo sogno sia una buona metafora della tua vita nell’immediato futuro.


Vergine
Darryl Dawkins è stato un professionista della pallacanestro dal 1975 al 1996. È stato una delle personalità più pittoresche di quello sport, e diceva di vivere per una parte del tempo sul pianeta Lovetron, dove aveva perfezionato la sua abilità di giocoliere interplanetario. Gli piaceva anche dare nomi di fantasia alle sue schiacciate. La sua preferita era la “turbo sexophonic delight” (delizia turbosessofonica). Ti invito a comportarti come Darryl Dawkins nel tuo campo, Vergine. Da’ un nome alla mossa che ti caratterizza o al tuo speciale modo di giocare. Con un tocco scherzoso, fa sapere a tutti quanto ami e quanto sei bravo in quello che fai.


Bilancia
Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Personality, molti studenti universitari preferiscono i massaggi dell’ego al sesso. Potendo scegliere tra fare l’amore con un partner desiderabile e ricevere un bel complimento gratificante, la maggioranza sceglie la seconda. Nel prossimo futuro, Bilancia, è importante che tu non ti comporti come una di queste persone affamate di autostima. Hai bisogno della catarsi emotiva e fisica che può derivare dall’unione erotica e da altre fonti d’intenso piacere molto più di quanto non ti serva solleticare il tuo ego.


Scorpione
Se non la provi già, presto avrai la strana sensazione che ti stai estendendo. Che tu sia preparato o no, ti verrà chiesto, o forse addirittura imposto, di espanderti. Potrà essere stressante, o entusiasmante, o entrambe le cose. E probabilmente ti costringerà a rimettere in discussione la tua mania per qualcuno o qualcosa che ti piace odiare. Per ottenere migliori risultati, ti consiglio di non resistere all’allungamento e all’allargamento. Anzi, faresti bene a collaborare. Questa strana magia aumenterà la tua capacità di approfittare dei paradossi. Potrebbe anche darti il sorprendente potere di imbrigliare l’energia generata dalla frizione tra forze contrapposte.


Sagittario
In questa fase del tuo ciclo astrologico probabilmente sarai più attraente, seducente e desiderabile che mai. Non sto esagerando, forse non sarai carismatico come una rock star né adorabile come un gattino, ma supererai i limiti del tuo fascino naturale. Scommetto che il tuo aspetto fisico sarà più piacevole, e saprai istintivamente mettere in evidenza gli aspetti più accattivanti della tua personalità. Per aiutarti a sfruttare il potenziale di cui disponi in questo momento, ti prego di aggiungere al tuo vocabolario la parola “concupiscibile”, che significa “degno di essere desiderato”.


Capricorno
Nicolas Cage è un Capricorno. Quando gira un film spesso si abbandona a comportamenti eccessivi. Naturalmente le follie che commette quando recita sono finte e non comportano conseguenze disastrose per la sua vita reale, ma gli permettono di sfogare le sue emozioni. Ipotizziamo che, come Cage, anche a te possa far bene tirar fuori l’inferno che hai dentro senza combinare guai. Esiste un rifugio con le pareti rivestite di sughero in cui potresti andare per dare liberamente sfogo a emozioni estreme? O un suo equivalente?


Acquario
Le mie capacità divinatorie mi dicono che faresti bene ad assegnare a te stesso una missione in una zona incontaminata. L’esatta natura di questo compito non mi è stata rivelata, ma ho il sospetto che tu debba andare in un luogo selvaggio che ha la magia stimolante di alterare in modo tangibile la tua coscienza, rivelandoti qualche verità sul tuo destino che finora non sei stato in grado di decifrare. Avrai più probabilità di riuscire nel tuo intento se nel tuo rifugio speciale creerai un piccolo santuario di fantasia.


Pesci
Hai idea di quanti pannolini ti ha cambiato tua madre quando eri bambino? Sicuramente più di mille. Hai mai calcolato quanti pasti ha preparato per te? Probabilmente più di diecimila. Dato che siamo in argomento, ti ricordi chi ti ha insegnato a leggere e scrivere? Riesci a vedere il volto della prima persona, oltre ai tuoi genitori, che ti ha fatto sentire importante, amato o reale? Ti consiglio di seguire questa linea di pensiero per quanto ti è possibile. Astrologicamente parlando, è il momento ideale per visualizzare i ricordi di momenti specifici in cui sei stato accudito e assolutamente felice.

giovedì 10 marzo 2011

Emily's Anatomy - La glia..



Come tutte le celebrità che si rispettino,  anche i neuroni hanno bisogno di un entourage. Nel cervello questo entourage è composto dalle cellule gliali. Le cellule gliali, dette semplicemente glia (il nome deriva da una parola greca che significa “colla”), sono in effetti ciò che tiene insieme il nostro cervello. Questa colla celebrale, scoperta nell’Ottocento e in genere ingiustamente sottovalutata, è fatta di cellule di supporto disposte attorno ai neuroni.
Per alcuni decenni, queste cellule sono state definite solo in negativo, come non neuroni. Per esempio, a differenza dei neuroni la glia non genera segnali elettrici. Ragion per cui si pensò che non influisse granché sull’attività celebrale. Ma il fatto che non emetta impulsi non significa che la sua presenza sia inutile. Se i neuroni sono i manager del cervello, le cellule gliali sono i loro assistenti personali. Portano loro elementi nutritivi e ossigeno, li proteggono da agenti patogeni, fanno in modo che le caratteristiche dell’ambiente interno rimangano costanti. Vi sono molti tipi diversi di glia, ciascuno specializzato in una o più di queste funzioni.
Ricerche recenti suggeriscono che, come molti assistenti personali, le cellule gliali facciano molto di più di quanto venga loro riconosciuto. Si è scoperto che la glia non si limita a obbedire ai neuroni, ma comunica con loro. Certi studi hanno dimostrato che la glia influenza la formazione delle connessioni tra i neuroni e interviene nei processi che fanno sì che alcune connessioni divengano nel tempo più forti. Tutto questo significa che il tessuto gliale, che gli scienziati hanno a lungo preso sottogamba, potrebbe giocare un ruolo cruciale nei meccanismi profondi della memoria e dell’apprendimento.

- Dopo la morte di Einstein, gli scienziati hanno scoperto che il suo cervello aveva un numero di neuroni assolutamente normale. Il fatto è che Einstein aveva una concentrazione stranamente alta di glia. Che fosse più evoluto della maggior parte di noi?

Emily Anthes

lunedì 14 febbraio 2011

Emily's Anatomy - La comunicazione tra neuroni..



Occuparsi di singoli neuroni non ha molto senso. Ciò che conta non è quello che il singolo neurone, ma quello che i neuroni fanno in gruppo. I neuroni sono riuniti in ampie reti in cui circolano senza sosta messaggi da cellula a cellula. I dendriti di un neurone ricevono raffiche di segnali positivi e negativi, e la somma di questi segnali determina la carica che si scarica lungo l’assone.
Di per sé, gli assoni non sono dei buoni conduttori di elettricità. Da questo punto di vista, funzionano meglio i fili elettrici di casa vostra. Ma molti assoni sono immersi nella mielina, un rivestimento composto di sostanze grasse che li isola, accelerando il movimento delle scariche elettriche per tutta la lunghezza dell’assone. Una volta che la carica è giunta all’estremità dell’assone, questo rilascia un segnale ovvero un neurotrasmettitori.
I neurotrasmettitori vengono emessi all’interno di un interstizio, la sinapsi, posto tra un neurone e l’altro. Da un lato della sinapsi abbiamo quindi l’assone del primo neurone, dall’altro il dendrite del secondo, il ricevente. Il neurotrasmettitori si lega ai ricettori del dendrite del successivo neurone, e il ciclo riprende.
Grazie a questa combinazione di segnali elettrici (che si muovono lungo l’assone) e segnali chimici (che attraversano la sinapsi) i neuroni comunicano gli uni con gli altri senza in realtà toccarsi..

Emily Anthes & Scientific American

venerdì 11 febbraio 2011

Emily's Anatomy - I neuroni..



I neuroni sono i mattoni di cui è fatto il nostro cervello.
Ogni percezione, pensiero, comportamento può essere ricondotto a essi. In un senso molto generale, i neuroni sono semplicemente delle cellule: hanno un "corpo" cellulare che contiene un nucleo e altri organuli cellulari. Ma a differenza delle altre cellule del nostro corpo, i neuroni sono costruiti per comunicare. All'estremità di ogni neurone troviamo una sorta di lungo tentacolo che si proietta lungo l'esterno, l'assone. La sua funzione principale è quella di trasmettere messaggi agli altri neuroni, come se fosse un cavo del telefono. All'altra estremità del neurone troviamo delle diramazioni, simili a quelle di un albero: sono i dendriti, che hanno la funzione di ricevere i messaggi dagli assoni di altri neuroni.
Tutti i neuroni condividono queste proprietà di base, ma per il resto le tipologie cellulari nel nostro corpo si differenziano molto. I neuroni sensoriali rilevano pressione e temperatura, e inviano al al cervello segnali relativi a queste o ad altre sensazioni (il dolore, per esempio). Questi segnali sono l'equivalente elettrochimico di un avvertimento: "Attenzione, quella tazza di caffè è troppo calda, non prenderla in  mano!".
I neuroni motori, d'altra parte, portano i messaggi dal cervello ai muscoli, per esempio trasmettendo al vostro braccio l'ordine di rimettere subito sul tavolo la tazza troppo calda.
Infine ci sono gli inter-neuroni, che fanno da interfaccia tra neuroni sensoriali e neuroni motori, e comunicano anche tra loro (tutti i neuroni del cervello sono inter-neuroni). Ma anche neuroni di questo tipo possono avere forme diverse: alcuni hanno uno o due dendriti, altri ne hanno un migliaio.


Emily Anthes & Scentific American