lunedì 14 febbraio 2011

Emily's Anatomy - La comunicazione tra neuroni..



Occuparsi di singoli neuroni non ha molto senso. Ciò che conta non è quello che il singolo neurone, ma quello che i neuroni fanno in gruppo. I neuroni sono riuniti in ampie reti in cui circolano senza sosta messaggi da cellula a cellula. I dendriti di un neurone ricevono raffiche di segnali positivi e negativi, e la somma di questi segnali determina la carica che si scarica lungo l’assone.
Di per sé, gli assoni non sono dei buoni conduttori di elettricità. Da questo punto di vista, funzionano meglio i fili elettrici di casa vostra. Ma molti assoni sono immersi nella mielina, un rivestimento composto di sostanze grasse che li isola, accelerando il movimento delle scariche elettriche per tutta la lunghezza dell’assone. Una volta che la carica è giunta all’estremità dell’assone, questo rilascia un segnale ovvero un neurotrasmettitori.
I neurotrasmettitori vengono emessi all’interno di un interstizio, la sinapsi, posto tra un neurone e l’altro. Da un lato della sinapsi abbiamo quindi l’assone del primo neurone, dall’altro il dendrite del secondo, il ricevente. Il neurotrasmettitori si lega ai ricettori del dendrite del successivo neurone, e il ciclo riprende.
Grazie a questa combinazione di segnali elettrici (che si muovono lungo l’assone) e segnali chimici (che attraversano la sinapsi) i neuroni comunicano gli uni con gli altri senza in realtà toccarsi..

Emily Anthes & Scientific American

venerdì 11 febbraio 2011

Emily's Anatomy - I neuroni..



I neuroni sono i mattoni di cui è fatto il nostro cervello.
Ogni percezione, pensiero, comportamento può essere ricondotto a essi. In un senso molto generale, i neuroni sono semplicemente delle cellule: hanno un "corpo" cellulare che contiene un nucleo e altri organuli cellulari. Ma a differenza delle altre cellule del nostro corpo, i neuroni sono costruiti per comunicare. All'estremità di ogni neurone troviamo una sorta di lungo tentacolo che si proietta lungo l'esterno, l'assone. La sua funzione principale è quella di trasmettere messaggi agli altri neuroni, come se fosse un cavo del telefono. All'altra estremità del neurone troviamo delle diramazioni, simili a quelle di un albero: sono i dendriti, che hanno la funzione di ricevere i messaggi dagli assoni di altri neuroni.
Tutti i neuroni condividono queste proprietà di base, ma per il resto le tipologie cellulari nel nostro corpo si differenziano molto. I neuroni sensoriali rilevano pressione e temperatura, e inviano al al cervello segnali relativi a queste o ad altre sensazioni (il dolore, per esempio). Questi segnali sono l'equivalente elettrochimico di un avvertimento: "Attenzione, quella tazza di caffè è troppo calda, non prenderla in  mano!".
I neuroni motori, d'altra parte, portano i messaggi dal cervello ai muscoli, per esempio trasmettendo al vostro braccio l'ordine di rimettere subito sul tavolo la tazza troppo calda.
Infine ci sono gli inter-neuroni, che fanno da interfaccia tra neuroni sensoriali e neuroni motori, e comunicano anche tra loro (tutti i neuroni del cervello sono inter-neuroni). Ma anche neuroni di questo tipo possono avere forme diverse: alcuni hanno uno o due dendriti, altri ne hanno un migliaio.


Emily Anthes & Scentific American

domenica 9 gennaio 2011

Rob Brezsny




  1. Ariete

    21 marzo – 19 aprile

    “Un uomo può raggiungere lo scopo della sua vita trovando una domanda alla quale non sa rispondere e tentando un’impresa che non può realizzare”, pensava lo scrittore Oliver Wendell Holmes nell’ottocento. Un consiglio del genere avrebbe potuto benissimo dispensarlo un santo selvatico che vive in una grotta nel bosco. E adesso passiamo a te, Ariete, giusto in tempo per l’inizio di quella che potrebbe essere la tua annata più straordinaria del decennio. Secondo il mio parere di astrologo, sei pronto a diventare un intenditore di misteri che purificano la mente e nutrono l’anima, un temerario dello spirito che insegue sogni apparentemente impossibili, un feroce adepto della saggia incertezza innamorato di insegnamenti imprevedibili.
  2. Toro

    20 aprile – 20 maggio

    Da quale confusa baraonda vorresti allontanarti per non tornare mai più? Quali lezioni hai imparato così bene che ormai potresti andare oltre? Quale processo di guarigione a lungo termine vuoi concludere per cominciare finalmente la fase di costruzione? Sono ottime domande da porti se hai intenzione di pianificare la tua vita nei prossimi sei mesi.
  3. Gemelli

    21 maggio – 20 giugno

    Lo stretto di Gibilterra è l’angusto braccio di mare tra l’Europa e l’Africa dove il Mediterraneo confluisce nell’oceano Atlantico. Secondo la leggenda, anticamente sulla roccia che domina questo passaggio era scritta la frase latina “non plus ultra”. Era un monito per i marinai a non avventurarsi nelle acque selvagge oltre lo stretto. In seguito, quell’invito alla cautela sarebbe diventato inutile. Con una nave robusta, un equipaggio esperto, una buona preparazione e le nuove conoscenze basate sull’esperienza degli altri, avventurarsi oltre il “non plus ultra” non era più pericoloso. Spero che tu lo prenda come spunto per il 2011, Gemelli.
  4. Cancro

    21 giugno – 22 luglio

    I palloni utilizzati durante i Mondiali del 2010 hanno creato molti problemi ai giocatori. Li trovavano difficili da controllare. La loro traiettoria era imprevedibile. Te lo sto ricordando per metterti in guardia, Cancerino. Nel 2011 prenderai parte al tuo equivalente metaforico dei Mondiali di calcio, perciò sarà fondamentale avere gli strumenti e gli accessori migliori. Non puoi permetterti di giocare con palle che non rispondono con precisione alle tue capacità.
  5. Leone

    23 luglio – 22 agosto

    Il concetto di diversità biologica si riferisce alla varietà di forme di vita in uno specifico ambiente, mentre la diversità culturale misura la ricchezza delle forme di espressione sociale. E poi c’è la diversità bioculturale, che le misura entrambe. Prova a indovinare quali sono i luoghi del pianeta dove la diversità bioculturale è più alta. Sono l’Indonesia, la Malesia, la Melanesia, il bacino amazzonico e l’Africa centrale. Mi piacerebbe che nel 2011 tu avessi la possibilità di immergerti in ambienti simili a questi, Leone. Se non ci riesci, trova la cosa che ci si avvicina di più. Esporti a un caleidoscopico mix di tipi umani e di influenze naturali ti farà molto bene.
  6. Vergine

    23 agosto – 22 settembre

    Quando fondai il mio gruppo rock, i World Entertainment War, ero guidato da una visione di due voci soliste, la mia e quella di un’altra persona. Alla fine scelsi una donna di nome Darby Gould. Io ero un cantante appena decente, ma lei aveva un talento vero. Sapevo che lavorare insieme mi avrebbe permesso di dare il massimo e di scrivere canzoni ambiziose che non ero in grado di cantare da solo. Sono soddisfatto di come ha funzionato quella strategia. Te la senti di affrontare una sfida simile nel 2011, Vergine? Per te sarà l’anno della collaborazione. Perché non metterti in condizione di superare i limiti che hai quando agisci da solo?
  7. Bilancia

    23 settembre – 22 ottobre

    L’Africa si sta spaccando per dare origine a un nuovo oceano. Il processo richiederà dieci milioni di anni, ma il primo segnale si è visto nel 2005, quando in Etiopia si è aperta una crepa di una cinquantina di chilometri. Alla fine, dicono i geologi, la crepa diventerà enorme e si riempirà di acqua. Nel 2011 mi aspetto uno sviluppo metaforicamente paragonabile per te, Bilancia: la nascita quasi impercettibile ma colossale di un nuovo “oceano” di cui godrai e dal quale imparerai per molti anni a venire.
  8. Scorpione

    23 ottobre – 21 novembre

    Nel 1967 gli Stati Uniti avevano 31.225 testate nucleari. Nel 2010 erano 5.113. Washington ha intenzione di ridurle ulteriormente, fino ad arrivare a circa tremila entro il 2021. Il prossimo anno, Scorpione, mi piacerebbe che ti lasciassi ispirare da questo esempio per cominciare ad abbassare i tuoi livelli di rabbia e aggressività. Non dovrai rinunciare completamente alla tua capacità di combattere tutti quelli che non sono d’accordo con te e tutto quello che non ti piace, basterebbe che la riducessi un po’. Sono sicuro che te ne rimarrà a sufficienza.
  9. Sagittario

    22 novembre – 21 dicembre

    “Il cuore è sempre inesperto”, diceva Thoreau. Il filosofo franceseamericano pensava che la nostra natura emotiva fosse eternamente innocente, che per quanto sapere accumuliamo, la tristezza, la lussuria, la rabbia o la gioia ci colpiscono sempre come se fosse la prima volta. Ma è proprio così? Non è forse vero che negli anni hai acquisito maggiore consapevolezza delle tue reazioni, e di conseguenza le hai modificate? Non sono d’accordo con Thoreau. Io dico che per chi vuole coltivare l’intelligenza emotiva, il cuore deve essere in grado di fare esperienza. Che cosa ne pensi, Sagittario? Se sei della mia stessa opinione, il 2011 educherà e maturerà il tuo cuore come non è mai successo prima.
  10. Capricorno

    22 dicembre – 19 gennaio

    “Dobbiamo attraversare tanta sporcizia e tanta ipocrisia prima di arrivare a casa”, ha scritto Herman Hesse. “E non abbiamo nessuno che ci guidi. La nostra unica guida è la nostalgia”. Questa è la cattiva notizia, Capricorno. La buona notizia, secondo la mia analisi, è che il 2011 potrebbe essere l’anno in cui la tua nostalgia ti spingerà fino a casa. Per ottenere il migliore dei risultati, tieni a mente questo consiglio: per trarre il massimo beneficio dalla nostalgia, non devi reprimerla. Se la sentirai profondamente, come un dolore bruciante e lacerante, sarà in grado di guidarti fino a casa.
  11. Acquario

    20 gennaio – 18 febbraio

    In passato poche mostre canine permettevano ai bastardi di partecipare. Accettavano solo le razze pure. Ma la situazione sta cambiando, perché l’American kennel club ha aperto una nuova categoria per i meticci. Non saranno giudicati in base alle caratteristiche di una razza specifica, ma in base al loro talento naturale. Questo cambiamento rispecchia uno sviluppo paragonabile nel tuo mondo, Acquario. Nel 2011 ti sarà più facile trovare il successo semplicemente rimanendo chiazzato, maculato e variegato come sei.
  12. Pesci

    19 febbraio – 20 marzo

    “Tutti i tuoi desideri sanno dove andare”, scrive il poeta Nick Piombino, “ma devi dirgli di aprire gli occhi.” Questo è uno tuoi grandi compiti del 2011, Pesci: assicurarti che i tuoi desideri tengano gli occhi ben aperti. Non è facile come potrebbe sembrare. A volte i tuoi desideri sono così affascinati da fantasie ossessive, così distratti dalle storie che turbinano nella tua immaginazione, da non vedere quello che hanno davanti. Devi parlare con loro teneramente e con pazienza, come faresti con un cucciolo, convincendoli ad avere fiducia nel fatto che la vita porterà benedizioni più interessanti e utili di qualsiasi cosa la fantasia possa creare.

giovedì 30 dicembre 2010

Tree of Mind - Gli strani siamo noi III



Diversamente equi

Un fattore chiave della moralità è l’equità. Si è sempre pensato che il concetto di equità fosse un universale umano, ma in uno studio condotto con alcuni antropologi ed economisti, Henrich ha dimostrato che non è così. Lo scopo della ricerca era di individuare le differenze tra le culture in tema di equità usando un gioco in cui un soggetto offre una percentuale di una certa somma di denaro ad un altro, in modo anonimo, a condizione che se l’accetta, entrambi manterranno la loro parte, mentre se rifiuta, nessuno dei due avrà nulla.
I ricercatori hanno riscontrato enormi differenze di comportamento. Stranamente, i weird  tendevano a fare le offerte più alte, intorno al 50%, e quando si trovavano dalla parte del ricevente spesso punivano che faceva un’offerta troppo bassa rifiutandola. I membri di comunità più piccole, invece, facevano offerte più basse e raramente punivano quelli che le facevano a loro. In altre parole, sceglievano l’approccio più razionale: dopotutto erano soldi regalati. Sempre più spesso sono le transazioni anonime come queste che fanno girare il mondo e l’èquipe di Henrich si è chiesta se fosse possibile individuare gli aspetti della cultura che influiscono sul comportamento delle persone in queste situazioni. In un articolo pubblicato a marzo, hanno dimostrato che è possibile prevedere le offerte sulla base di due fattori culturali relativamente recenti: l’economia di mercato e la religione organizzata. Hanno infatti scoperto che più una cultura pratica scambi commerciali e appartiene ad una delle grandi religioni del mondo come il cristianesimo o l’islam, più è probabile che le persone siano generose con gli estranei.
L’atteggiamento punitivo, invece, è più legato alle dimensioni della comunità. “Nelle comunità composte da una cinquantina di individui, questo atteggiamento non esiste”, dice Henrich. “Ma quando si arriva a cinque o diecimila, qualsiasi offerta diversa dal 50% sarà punita”. Quindi, a quanto sembra, le idee dei weird sull’equità riflettono le norme e le istituzioni che si sono sviluppate per oliare gli ingranaggi delle interazioni sociali nelle grandi comunità. I nostri antenati preistorici non avevano lo stesso senso di equità e non lo ha neanche la maggior parte dei nostri contemporanei.
Forse non dovremmo sorprenderci se la nostra psicologia differisce tanto da quella della maggior parte degli esseri umani. Dopotutto, se la cultura influisce sul nostro modo di pensare e quella weird è così lontana dall’ambiente sociale in cui la nostra specie si è evoluta, è normale che siamo noi a rappresentare un’anomalia. Il problema è che quasi nessuno di noi la pensa così. È per questo che l’articolo sui weird avverte implicitamente i ricercatori occidentali di guardarsi dai loro pregiudizi e da quelli che possono aver inserito nei loro strumenti di ricerca. Nel test standard per il calcolo del quoziente intellettivo, per esempio, ci sono domande per le quali una risposta analitica è considerata corretta e un’eventuale risposta solistica scorretta. La maggior parte dell’umanità darebbe la risposta “sbagliata” a quelle domande.
Per gli psicologi, il messaggio più importante è che prima di trarre conclusioni sulla psicologia umana bisognerebbe allargare la scelta di oggetti esaminati o applicare quelle conclusioni solo al sottogruppo a cui appartengono i soggetti del loro studio. Per quanto riguarda voi, la prossima volta che vedete un documentario sui boscimani o sugli indigeni dell’Amazzonia, ricordatevi che gli esotici non sono loro.


Laura Spinney, New Scientist, Gran Bretagna



martedì 28 dicembre 2010

Tree of Mind - Gli strani siamo noi II



[SEGUE]

Egocentrico io?

Nel 2009, Daniel Haun e Christian Radolpd del Max Planck Institute for Psycholinguistics di Nijmegen, nei Paesi Bassi, hanno scoperto un esempio sorprendente di come questi diversi stili cognitivi  influiscono sul comportamento. Hanno insegnato a un gruppo di bambini tedeschi weird  e di bambini namibiani appartenenti ad una cultura di cacciatori-raccoglitori una danza che prevedeva una sequenza di movimenti delle mani rispetto al corpo secondo lo schema destra, sinistra, destra, destra. Poi li hanno fatti girare di 180° e gli hanno chiesto di ripetere la danza. Quasi tutti i bambini tedeschi hanno riprodotto lo stesso schema, confermando il loro quadro di riferimento egocentrico, mentre i namibiani hanno riprodotto la sequenza sinistra, destra, sinistra, sinistra, indicando chiaramente che il loro sistema di riferimento era allo centrico, assoluto.
Con Asifa Majid e altri colleghi, Haun ha indagato i sistemi di riferimento spaziali in circa 50 lingue. Delle prime 20 lingue studiate, solo quelle parlate nei paesi industrializzati usavano più spesso riferimenti egocentrici. Dopo averne analizzate atre 30, la conclusione è rimasta la stessa. “Pensiamo che tradizionalmente le società di piccole dimensioni avessero questo schema di riferimento allo centrico e che il passaggio a quello egocentrico sia più recente”, dice Majid.
Un altro cambiamento che i weird hanno subito di recente ha buone probabilità di influire sul nostro modo di vedere il mondo. Lo psicologo Scott Atran dell’Università del Michigan, è convinto che di base gli esseri umani dividano gli oggetti naturali secondo il genere (per esempio, olmo, faggio, quercia), probabilmente perché in termini evolutivi conoscere le proprietà biologiche di un genere era più utili ai fini della sopravvivenza. Ma l’ignoranza della natura, sempre più diffusa nelle persone che vivono nelle società urbanizzate e industrializzate, implica la mancanza di questo tipo di conoscenza. In uno studio del 2008, Atran ha scoperto che gli studenti statunitensi usavano la parola “albero” per rifarsi al 75% delle piante che vedevano durante una passeggiata nella natura. In altre parole, i weird tendono a pensare alla natura in termini di forme di vita elementari, piuttosto che di generi. Ma Atran ha scoperto anche che il loro cervello tende ancora ad analizzare il mondo naturale come facevano i loro antenati. “Sebbene gli statunitensi non siano in grado di distinguere un faggio da un olmo, pensano che i processi biologici si svolgano a livello di faggi e di olmi, non di alberi”.
Se il nostro modo di vedere la natura è strano, la nostra concezione del sé lo è ancora di più, e questo ha notevoli ripercussioni sui rapporti sociali. Diversi studi hanno dimostrato che gli occidentali, in particolare i nordamericani e gli abitanti dell’Europa occidentale, hanno un maggior senso della propria individualità di quanto non ne abbiano i popoli dell’Asia orientale, che tendono a vedersi come componenti indivisibili di una comunità più ampia. La visione individualistica o collettivistica che abbiamo di noi stessi è usata per spiegare perché gli occidentali cercano di emergere dalla folla, mentre gli orientali tendono a confondersi. Questo è stato collegato anche al nostro modo di pensare. Gli occidentali sono più inclini a pensare in modo analitico,  sulla base di leggi e categorie, mentre gli orientali ragionano in modo solistico e presentano più attenzione agli schemi ricorrenti e al contesto.
Secondo lo psicologo culturale Shihui Han dell’Università di Pechino, ognuno di noi è capace di usare entrambi i tipi di ragionamento. “Ma il sistema culturale in cui si vive domina la mente ed il cervello della maggior parte delle persone”, dice. Se però esaminiamo gli esseri umani nel complesso, sembra che il metodo di ragionamento prevalente sia quello solistico. Secondo Norenzayan, per esempio, gli arabi e i russi, senza contare i contadini africani e sudamericani, preferiscono questo approccio. Il che significa che il ragionamento analitico è minoritario. Perfino tra gli occidentali viene applicato a vari livelli, e solo tra le persone più colte vi si affidano quasi completamente. In altre parole, i weird come voi e me sono un caso estremo. E non solo. Anche il nostro senso etico è anomalo. Lo psicologo Jonathan Haidt dell’Università della Virginia vede la moralità come “un’allucinazione consensuale”, un po’ come nel film Matrix, perciò condivide l’analisi interculturale di Henrich, Heine e Norenzayan. “Quando leggi l’articolo sui weird, è come se prendessi la pillola rossa di Matrix”, dice. “Pensi, oddio, sono in un mondo costruito a tavolino, ma ne esistono tanti altri”. La cosa particolarmente anomala della moralità weird è l’enfasisu concetti astratti come quello di giustizia e di diritti individuali. Anche altre società hanno questi concetti, ma la loro visione della moralità si concentra più sugli obblighi degli individui nei confronti della comunità e spesso anche degli dèi.

[CONTINUA]



lunedì 27 dicembre 2010

Tree of Mind - Gli strani siamo noi



Laura Spinney..

Se state leggendo questo articolo, ci sono buone probabilità che siate weird (strani). A meno che i sondaggi di New Scientist siano sbagliati, il vostro retroterra culturale è sicuramente occidentale, colto, industrializzato, ricco e democratico, in inglese “western, educated, industrialized, rich and democratic”, in poche parole weird, una classificazione che vi distingue da sette abitanti del mondo su otto.
Ma perché scegliere un acronimo così dispregiativo? I weird appartengono sicuramente ad una minoranza, ma questo non significa necessariamente che siano strani. O invece sì?
Tutti gli esseri umani hanno lo stesso tipo di cervello, perciò è comprensibile pensare che quello che succede nella nostra testa sia normale. Anzi, la maggior parte degli psicologi lo dà per scontato. Quando vogliono sapere come funziona il cervello vanno a cercare i soggetti più adatti ai loro esperimenti. Da una rassegna delle ricerche pubblicate, è emerso che il 96% delle loro cavie era composto da persone che vivevano in paesi occidentali e industrializzati e più di due terzi erano studenti di psicologia.
Gli psicologi danno anche per scontato che i loro risultati siano applicabili al resto dell’umanità, ignorando il fatto che gli esperimenti sulle persone non weird  spesso indicano che la maggior parte degli esseri umani ragiona in modo molto diverso. Oggi questa differenza è stata dimostrata.
In un articolo intitolato “The weirdest people in the world” (Le persone più strane del mondo), Joe Henrich, Syeve Heine e Ara Norenzayan dell’Università della British Colimbia a Vancouver, in Canada, sono giunti alla conclusione che l’eccessivo uso da parte degli psicologi di soggetti weird  ha notevolmente condizionato la nostra idea dei processi cognitivi umani. Ovviamente esistono alcuni universali modi di pensare comuni a tutti. Ma la loro lista si va riducendo man mano che un numero sempre maggiore di studi interculturali rivela enormi differenze in aree cognitive fondamentali, dal senso dell’io al modi di ragionare, dalla moralità al modi di percepire il mondo.
La vera sorpresa di questa nuova meta-analisi, tuttavia, è che le persone weird sono spesso “anomale” e negli studi di psicologia si collocano alle estremità delle distribuzioni statistiche. I lettori di New Scientis (e quelli che lo scrivono) sono tra le persone più strane della Terra. Prendiamo, per esempio, la classica illusione ottica di Muller-Lyer, quella in cui, sebbene due linee siano della stessa lunghezza, la linea “a” sembra più corta della linea “b” semplicemente a causa del diverso orientamento delle frecce alle estremità. All’inizio degli anni ’60, lo psicologo MArshall Segal dell’<università dell’Iowa e la sua equipe misero alla prova la predisposizione di persone appartenenti a culture diverse a cedere a questa illusione. Modificarono la lunghezza delle due linee fino a quando gli osservatori non ritennero che fossero uguali e registrarono il punto di uguaglianza soggettiva (pse), vale a dire quanto doveva essere più lunga la linea “a” per apparire uguale alla linea “b”.
Il Pse misura la forza dell’illusione e Segal scoprì che gli studenti di Evanston, nell’Illinois, erano più soggetti al fenomeno, per cui bisognava aumentare la linea “a” del 20% prima che ai loro occhi risultasse uguale alla linea “b”. All’altra estremità dello spettro dei risultati, c’erano i boscimani del deserto del Kalahari, per i quali la differenza era quasi pari a zero. Non erano praticamente soggetti a questa illusione. Questa scoperta non è banale come si potrebbe credere a prima vista. Implica che un aspetto fondamentale della percezione, che fino a quel momento si credeva fosse innaturato e quindi comune a tutti, in realtà si forma durante lo sviluppo sotto l’influsso di alcuni aspetti della nostra cultura. Anche se siamo lontani dall’aver capito come si funziona questo effetto, Segall e i suoi colleghi suggerirono una possibile spiegazione: chi vive tra quattro mura, come i weird, probabilmente è condizionato dalla geometria del suo mondo, che lo rende più incline a quest’illusione ottica.
Perciò, se siamo weird, percepiamo il mondo in modo strano. Abbiamo anche uno strano modo di descriverlo. Per esempio, l’inglese, la lingua franca dei weird, si basa su un sistema per localizzare gli oggetti di tipo egocentrico, come fanno altre lingue europee. Quindi una persona che parla inglese dice: “Il poliziotto è a sinistra della mia macchina”. Per molto tempo si è dato per scontato che questo succedesse in tutte le lingue, ma poi sono cominciate a saltar fuori le eccezioni, che di solito comportavano un quadro di riferimento allo centrico, che colloca cioè gli oggetti in relazione a punti esterni a chi parla, come quelli cardinali (“Il poliziotto è a ovest della macchina”) o ad altri oggetti (“il poliziotto è tra la macchina ed il marciapiede”).


[CONTINUA]





domenica 26 dicembre 2010

Il diario della Terra - Natural listing (of week)



[Settimana del 17/23 dicembre 2010]

TEMPESTE
Trentuno persone sono morte a causa delle tempeste di pioggia e di sabbia, accompagnate da forti venti, che si sono abbattute sull’Egitto.
Altre due persone hanno perso la vita in Israele e in Libano.

TERREMOTI
Un sisma di magnitudo 5,1 sulla scala Richter ha colpito il sud di Taiwan, senza causare vittime.
Altre scosse sono state registrate nelle Filippine, in Papua Nuova Guinea e in Giamaica.

PIOGGE
Il Canale di Panama è rimasto chiuso per alcune ore a causa delle piogge torrenziali che hanno colpito il paese.

NEVE
Una tempesta di neve ha paralizzato i trasporti in vari stati del centro e del nord degli Usa. La città di Minneapolis è stata ricoperta da 43 cm di neve.

SICCITÁ
Secondo il programma alimentare mondiale (Pam), più di 700mila persone sono minacciate dalla siccità che ha colpito io sud del Madagascar. Le regioni più a rischio sono quelle di Atsimo Andrefana, Androy e Anosy.

ALLUVIONI
Le alluvioni che hanno colpito l’Andalusia, in Spagna, hanno costretto le autorità a trasferire circa 3mila persone.

TORNADO
Decine di persone sono rimaste ferite nel passaggio di un tornado sul centro del Portogallo. I forti venti hanno danneggiato i tetti di alcune case.

GORILLA
La popolazione dei gorilla di montagna nei parchi nazionali della Repubblica Democratica del Congo, del Ruanda e dell’Uganda è salita da 380 a 480 esemplari dal 2003. lo ha rivelato l’International gorilla conservation program.

MEDUSE
Gli inverni più miti degli ultimi anni hanno favorito il proliferare della medusa Palagia noctiluca nel Mediterraneo e nell’Atlantico nordorientale, scrive Biology Letters. Poiché questo organismo è predatore di piccoli pesci, l’aumento della sua popolazione potrebbe avere un impatto negativo sulla pesca, oltre che sul turismo.

FORESTE
Nonostante le proteste degli ambientalisti, la nuova autostrada che unirà Mosca a San Pietroburgo passerà per l’antica foresta di querce di Khimki che si trova vicino alla capitale.

CALDO
Secondo il Goddard Institute for Space Studies della Nasa, il 2010 è stato probabilmente l’anno più caldo da quando sono cominciate queste misurazioni, 131 anni fa. Per una conferma definitiva bisognerà aspettare l’analisi dei dati di dicembre.

COLERA
Uno studio americano pubblicato sul New England Journal of Medicine ha confermato che il ceppo di colera che ha colpito Haiti viene dall’Asia meridionale. Da metà ottobre, il colera ha ucciso più di 2mila persone e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’epidemia potrebbe durare più di un anno. L’analisi del menoma vibrionale ha rilevato anche che quello haitiano è un ceppo particolarmente aggressivo e virulento.